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E voi a che punto siete?

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Buona giornata

 

 

 

“Chi non ha ordine dentro di sé non l’imporrà ai circostanti, di chi non ha ordine interno la famiglia non agirà coordinata, il principe senza ordine dentro di se non l’imporrà nei suoi domini”.
Ezra Pound c.13

Assistiamo inermi alle prove di annientamento dell’idea Nazione e del concetto di Popolo, ai tentativi, peraltro maldestri, di disgregazione della società e della famiglia tradizionale; non reagiamo, non ci interessiamo, al massimo una lacrima e un obolo, per carità cristiana, a lavacro della nostra coscienza.
Di quale colpa dobbiamo ancora auto-accusarci, quale pena dobbiamo espiare… qual è questo peccato originale che non ci fa alzare la testa?

 

 

Egoismo, avidità, malaffare, non ci facciamo mancare nulla; ciononostante tentiamo, pateticamente, di rincorrere il concetto del politicamente corretto: razzismo territoriale (l’ultima in ordine di apparizione) lo chiamano, eppure – esperienza personale diretta – l’unica “amicizia” riconosciuta dalla sentinella al posto di guardia era nei confronti di chi parlava la sua stessa lingua – potenza dell’identità di Nazione, di Popolo.

Duemila anni di storia, il segno della nostra cultura, della nostra genia lasciato ad imperitura memoria ai quattro punti cardinali, non c’è angolo sulla terra e nelle virtù umane che non sia stato “marchiato” dall’immaginazione italica; ciò nonostante fatichiamo a darci una drittura entro i nostri confini.

Una classe politica indecente, autoreferenziale, distante anni luce dalla quotidianità, dai problemi, il mutuo, le bollette, il preparare pranzo o cena per i propri cari – coniuge o figli, in questo caso si senza subalternità di sesso, senza costrizioni esterne su chi fa cosa; la mancanza totale di una visione strategica del futuro, con l’unica preoccupazione di mantenere il loro “onorevole didietro” ancorato alla poltrona da parlamentare per l’intera legislatura o come fare per un eventuale ri-elezione.

Braccia rubate all’agricoltura, anche e soprattutto da chi in gioventù aveva anelato di rimanere in piedi in mezzo alle rovine o cavalcare la tigre.

Una classe dirigente incapace, nella maggior parte dei casi, cooptata con le stesse logiche per le quali non riusciamo ad effettuare un ricambio generazionale a 360°, professionalità (quelle vere) bruciate o costrette l’avventura verso Paesi stranieri. Un mercato del lavoro asfittico, “capitani d’industria” lesti a privatizzare gli utili e ancor più pronti a socializzare le perdite.

Un mortale, tentacolare apparato burocratico inadeguato a soddisfare le più elementari esigenze dell’imprenditoria privata; una disarticolata Pubblica Amministrazione voragine “mangiasoldi”…

Personalmente il conato è arrivato da un pezzo, il prossimo passaggio è di vomitare definitivamente questa massa putrescente… e voi, a che punto siete?

Buona giornata.

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