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Erdogan è un po’ incazzato

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Perché Ankara colpisce l’Isis e i Curdi

C’è un piano Soros per dividere la Turchia come la Grecia. La maggioranza necessaria per cambiare la Costituzione e consentire a Erdogan di lanciare il presidenzialismo è saltata alle ultime elezioni per la confluenza di voti da ogni parte sul partito curdo arancione dell’HDP. Frattanto Obama sostiene la fronda interna al partito di Erdogan, promuovendo Gul che vuole rilanciare l’adesione turca alla Ue a cui il premier ha di fatto voltato le spalle.
Questo spiega anche il terrorismo in Turchia nonché la reazione turca contro le due colonne dell’imperialismo angloamericano e israeliano: Isis e Curdi.
La Turchia, rivale storica della Siria, non può certamente sostenere Assad ma si sta rendendo conto di quanto sia necessario anche per essa che Damasco tenga.
L’operazione a tenaglia in Siria, Grecia e Turchia fa parte di un unico piano. Da notare che allorché la Turchia di Erdogan ha raffreddato di molto le relazioni con Tel Aviv, Atene, storica oppositrice degli israeliani, ha firmato un accordo di cooperazione militare e di “formazione” con lo Stato ebraico per mano del clown Tsipras.
Ancora una volta non ci si può non render conto che non tengono schemi d’interpretazione desueti, che non esistono fronti compatti ed omogenei, che in ogni zona dello scacchiere gli avversari e i nemici sono più d’uno e spesso, sono proprio quelli che si pretenderebbe fossero amici.
E’ tempo di farsi una cultura nazional-sociale, di capire il senso delle cose e d’iniziare a muoversi seriamente invece di fare il tifo idiota con ottusa iattanza che si spaccia per radicalismo.

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