
Andrea Bafile
Andrea Bafile fu ufficiale della Marina Militare con il grado di tenente di vascello nella Grande Guerra sul Piave di Cortellazzo di Jesolo (allora Cavazuccherina). Abruzzese di Monticchio di L’Aquila, classe 1878, fu un eroe da leggenda per intelligenza e coraggio, ma soprattutto per altruismo e per il suo vibrante amore per la Patria, cui il tempo sembra non cancellare la memoria.
Bafile venne ferito all’inguine da un proiettile nemico mentre, da solo e in piena notte, stava portando in salvo, con la barca, un suo giovane marinaio rimasto ferito e atterrato tra il canneto della riva nemica, in seguito all’imboscata italiana avvenuta sul fronte austro-ungarico attestato a Revedoli di Eraclea (allora Grisolera). Era la notte tra il 10 e l’11 marzo 1918: ferito a morte, Andrea Bafile ebbe la forza di arrivare alla sua postazione, consegnare il marinaio salvato e dettare il rapporto. E, prima di spirare, disse parole che passarono alla storia: «Muoio sereno perché ho ancora sulle labbra il sapore della mia terra!», riferendosi alle due rive del Piave a Cortellazzo di Jesolo.