In relazione ad alcune dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti della comunità senegalese nel corso della trasmissione “l’Infedele” su La7 CasaPound Firenze desidera chiarire alcuni punti:
– Il signor Assan Kebe, presidente dei giovani senegalesi, ha sostenuto di aver ritirato la propria disponibilità all’incontro con CasaPound dopo che, nella trasmissione “Girotondo” andata in onda su Tele Iride il responsabile di CPI Firenze, Saverio Di Giulio, si è definito “fascista del terzo millennio”. Quanto affermato dal signor Kebe non corrisponde assolutamente alla realtà: nonostante Di Giulio si fosse effettivamente definito come sopra riportato, il sig. Kebe al termine della trasmissione ha reiterato allo stesso Di Giulio l’invito a chiamarlo al telefono (lasciando oltretutto anche il proprio numero personale) espresso il giorno prima al termine di un’altra trasmissione sull’emittente RTV 38 . Peraltro al colloquio negli studi di Tele Iride hanno assistito anche gli altri invitati alla trasmissione nonché i conduttori della stessa, quindi affermiamo ciò senza timore di smentita. Se poi nei giorni successivi qualcosa o qualcuno ha fatto cambiare idea al sig. Kebe allora la cosa assume altri connotati, però tenevamo a precisare che il sig. Kebe non ha cambiato idea nel corso della trasmissione.
– In merito alle dichiarazioni del rappresentante della comunità senegalese di Firenze Pape Diaw crediamo che sia l’ora di fare chiarezza una volta per tutte. Nessun dirigente o militante di CPI Firenze conosce il luogo di residenza del signor Diaw, quindi qualsiasi scritta (oltre tutto né di carattere razzista né di carattere xenofobo) fatta sul muro di casa sua è totalmente involontaria e casuale. Inoltre, ieri sera in trasmissione, il sig. Diaw ha parlato anche di manifesti di CasaPound affissi, sempre sulla facciata di casa sua, all’indomani dell’eccidio di Piazza Dalmazia. Affermazione totalmente campata in aria visto che i militanti di CasaPound da quel tragico martedì hanno sospeso tutte le attività esterne, ivi incluse le affissioni di manifesti. Vogliamo sperare che il sig. Diaw, nella foga del discorso, abbia semplicemente sbagliato anche se, un’accusa del genere, avrebbe richiesto quanto meno una piccola ma significativa rettifica pubblica.
– In relazione alla richiesta di incontro presentata al Sindaco Renzi e ai rappresentanti della comunità senegalese siamo ancora in attesa di una risposta. In questi giorni CasaPound è stata fatta oggetto di feroci attacchi derivanti da pregiudizi, luoghi comuni e sentito dire, ossia proprio la situazione tipica dalle quali nascono discriminazioni non solo etniche e razziali ma anche politiche. Noi ribadiamo la volontà di dar luogo all’incontro, nella speranza che anche le altre parti abbiano questa reale volontà di ricerca della verità.
L’Ufficio Stampa di CasaPound Italia Firenze
