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Come il Qatar si è comprato il mondiale 

 

Quando nel dicembre 2010 venne annunciato dove si sarebbe giocato il Mondiale del 2022 ovvero nel piccolo emirato del Qatar molti rimasero interdetti. Come si sarebbe potuta tenere la manifestazione sportiva (e forse non soltanto) più importante del pianeta laggiù, in uno staterello da poco più di un milione di abitanti? Con una cultura pallonara pari allo zero? E soprattutto temperature infernali, assolutamente inadatte a un Mondiale di calcio?
«L’ACQUISTO» DEGLI SCEICCHI – Sorvolando sui primi due interrogativi, Sepp Blatter, eterno plenipotenziario Fifa, aveva liquidato facilmente la questione meteorologica: «Sostengo decisamente l’idea di giocare i Mondiali in Qatar durante l’inverno -disse allora- quando il clima è più appropriato». Ebbene, tre anni dopo, secondo la bibbia del calcio transalpino, France Football che vi ha dedicato una lunga inchiesta, l’insistenza della Fifa, ma anche dell’Uefa, con il coinvolgimento di Michel Platini, sarebbe frutto di una vera e propria compravendita. Ovvero gli sceicchi avrebbero corrotto diversi esponenti delle varie federazioni e si sarebbero in pratica “acquistati” la competizione.
SPONSORIZZAZIONI E PARTITE GONFIATE – Tra i tanti esempi che cita il settimanale c’è il congresso della Confederazione africana di calcio del 2010, organizzato in Angola nel mese di gennaio: il Qatar sponsorizzò il meeting per circa 1,25 milioni di euro, ottenendo in cambio dagli organizzatori un accesso esclusivo ai delegati delle federazioni africane (quattro dei quali sedevano nel comitato esecutivo Fifa) per la promozione della sua candidatura a ospitare i Mondiali, mentre i rappresentanti degli altri Paesi in lizza poterono essere presenti solo come «osservatori». Oppure il caso di un’amichevole tra Brasile e Argentina, disputata il 17 novembre 2010 a Doha, per cui le due federazioni hanno ricevuto un onorario di 7 milioni di dollari ciascuna, ben superiore alla norma (basti pensare che la Spagna campione d’Europa e del Mondo riceve in media 2 milioni per un match analogo).
L’OMBRA SU PLATINI – Ma l’ombra più sinistra che lancia France Football riguarda le Roi, Michel Platini, presidente dell’Uefa. Ebbene, il 23 novembre 2010, si sarebbe tenuto un incontro, segretissimo, tra l’allora presidente francese Nicolas Sarkozy, il principe del Qatarm, Tamin bin Hamad al-Thani e il patron dell’Uefa Michel Platini. Obiettivo: convincere Platini a dare il voto della federazione al mondiale Qatariota, in cambio di cospicui investimenti degli sceicchi nel calcio francese. Guarda caso, non molti mesi dopo, Al Thani sbarcherà nel campionato francese, fino a quel momento non molto appetito dagli investitori arabi a Parigi, trasformando il Psg in una corazzata multimilionaria. Una brutta vicenda, specie per Michel: se Blatter è stato chiaccherato, è la prima volta che Platini, fin qui circonfuso da un’aura di onestà, sostenitore di un calcio d’antan, amico delle federazioni più deboli, rischia di finire in una storia così torbida.

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