Se salta la Siria il primo obiettivo sarà il Libano e gli invasori pian piano si assestano
Caccia-bombardieri israeliani sarebbero entrati nello spazio aereo siriano passando a nord del Monte Hermon (in arabo Jabal el-Sheikh, localizzato al confine tra Libano e Siria) volando a bassa altitudine per non essere intercettati dai radar. Nell’attacco, ha aggiunto l’agenzia ufficiale Sana, citando sempre lo stato maggiore delle forze armate, sarebbero rimasti uccisi due tecnici ed altri 5 sono rimasti feriti. I jet, «hanno effettuato un atto di aggressione, bombardando il sito, causando danni materiali su vasta scala e distruggendo l’edificio», in quello che Damasco definisce, «l’ultimo di una lunga lista di atti di aggressioni e criminali contro gli arabi e musulmani». Damasco ha quindi negato la notizia che sia stato colpito stamane un convoglio di armi colpito stamane al confine tra Siria e Libano.
È una vicenda ancora coperta dal mistero – come peraltro lo sono sempre i raid aerei israeliani contro i Paesi ostili – ma il rischio che il conflitto siriano coinvolga sempre più Paesi vicini cresce con il passare dei mesi. I caccia israeliani avrebbero bombardato un presunto convoglio di armi al confine tra Siria e Libano. «Le forze aeree israeliane hanno fatto saltare in aria un convoglio che aveva appena attraversato il confine dalla Siria verso il Libano», ha dichiarato una fonte, rimasta anonima, all’agenzia France Press. Precisando: «Si stava dirigendo in Libano ma è stato colpito sul lato siriano del confine attorno alle 23.30». Ma come spesso accade vi sono informazioni contraddittorie.
Se altre fonti della sicurezza, chiedendo l’anonimato a causa della sensibilità dell’argomento, hanno confermato il raid, l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna ha smentito il raid. Una vicenda ancora oscura. Tuttavia ci sono elementi che rendono credibile la versione del raid. Come la denuncia da parte dell’esercito libanese sulle violazioni dello spazio aereo da parte dell’aviazione israeliana: 16 caccia in volo per tutta la giornata, fino a questa mattina.
Dal canto suo l’Unifil, la forza dell’Onu schierata nel sud del Libano al confine con Israele, ha riferito di non essere in grado di fare commenti su un presunto raid, confermando tuttavia “un gran numero di sorvoli israeliani” del territorio libanese nella giornata di ieri. La guerra civile israeliana tra il regime del presidente Bashar al-Assad e l’opposizione armata sta seriamente preoccupando Israele. Perché chiunque prevarrà, sarà presumibilmente ostile a Israele. Lo conferma la sempre maggior presenza di gruppi armati radical islamisti, fino a formazioni vicine ad al Qaeda come Jabath al Nusra, che stanno combattendo a fianco dell’esercito siriano di liberazione ma sempre più spesso anche senza coordinamento. Anzi , per Israele probabilmente era più affidabile un nemico conosciuto e quindi prevedibile come Assad, piuttosto che un’opposizione frammentata, contaminata da imprevedibili frange salafite.
Il regime siriano dispone di un ingente arsenale di armi chimiche, qualche esterno sostiene sia il maggiore al mondo di armi non convenzionali. Per quanto non ancora sconfitto, il regime sembra destinato a soccombere nei prossimi mesi. Plausibile che possa trasferire parte del suo pericoloso arsenale ai suoi storici alleati, il movimento sciita libanese Hezbollah, il partito di Dio, nemico giurato di Israele. A fronte del crescente timore che il conflitto siriano possa riversare armi in Libano, pochi giorni Israele ha trasferito a nord due batterie del suo sistema anti-missile Iron Dome. L’esercito è tuttora impegnato a mantenere un elevato stato di allerta nel Nord del Paese. La stessa radio militare israeliana ha precisato che, in particolare, esiste il timore che armamenti sofisticati, e non necessariamente chimici, passino dalla Siria agli Hezbollah libanesi. Sarebbe comunque una pessima notizia. Hezbollah ha dato prova di forza durante la guerra con Israele, nell’estate del 2006, con un pioggia di razzi sulle città israeliane della Galilea e a ridosso del confine.
Questa parte del paese fu paralizzata per oltre 30 giorni. Sono trascorsi quasi sette anni da allora ed Hezbollah, grazie anche ai rapporti con la Siria e l’Iran, ha potenziato il suo arsenale migliorando la tecnologia dei suoi armamenti. Non è la prima volta che l’esercito israeliano Israele compie un raid aereo in Siria: nel settembre del 2007 alcuni t-15 israeliani attaccarono un’istallazione sperimentale sul fiume Eufrate nel nord della Siria, distruggendola completamente. Fu il più audace raid della aviazione israeliana dal 1981, quando i caccia di Gerusalemme distrussero in Iraq il reattore nucleare fatto costruire da Saddam Hussein.
Insomma l’emergenza siriana diventa un ottimo pretesto per assestarsi al fine di disarticolare il Libano.
