
Trentasette anni fa
Il 7 gennaio 1978 a Roma è in programma un concerto degli Amici del Vento a Piazza Risorgimento, i ragazzi della sezione del Msi di Acca Larentia escono per recarsi ad ascoltarlo. Trovano degli assassini che sfruttano la posizione maledetta di quella strada buia e interna (all’epoca non ci sono telecamere) e sparano sui bersagli inermi, Vengono falciati Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta. L’efferatezza omicida (giungono a finire un caduto che rantola), la tecnica, la freddezza, fanno sospettare che si tratti di sicari di un qualche servizio speciale, incaricati di fare alzare la tensione. L’uccisione di Stefano Recchioni giunto sul posto a onorare le vittime da parte di un capitano dei Carabinieri, Sivori, pare confortare questa tesi. Sembra confermarla anche il fatto che la skorpion dell’eccidio, che verrà poi ritrovata in un covo delle Br, sia transitata, secondo quanto afferma il cantante Jimmy Fontana, suo primo legittimo proprietario, per le mani di un alto funzionario di Polizia della zona appio-latina, quella appunto di Acca Larentia.
Di sicuro è in atto una provocazione sanguinosa per alzare la tensione, ma le cose, come sempre accade, sono meno schematiche di quanto sembri. Come avviene dal 1917 senza quasi soluzione di continuità, le frange armate rosse sono oggettivamente conniventi con i poteri forti anche se non ne sono sempre consapevoli. Al momento è in preparazione un’offensiva internazionale che volge a togliere all’Italia le residue autonomie di politica estera e la proprietà sulla valuta. Quest’offensiva raggiungerà il culmine a breve: con il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro,
Nell’attesa, sia per rodare le truppe che per surriscaldare il clima, le frange estreme del movimento “operaista”, indisturbate dalla autorità che sotto banco le aiutano, preparano il terreno alle Brigate Rosse. Pochi giorni prima hanno assassinato, non lontano di lì, Angelo Pistolesi. E’ anche una candidatura per entrare nelle Brigate Rosse, ma a quanto diranno le indagini, come sempre ignorate in sede giudiziaria, solo un componente del commando sarebbe stato poi arruolato nelle Br e un’altra sarebbe stata elevata a fiancheggiatrice. Il resto, formato da gente spesso invisa agli stessi compagni, avrebbe continuato a vivacchiare a spese della comunità (con stipendi parassitari) o addirittura a trafficare in droga. Individui definitivamente marchiati da quell’efferato e vile eccidio; se la giustizia degli uomini, loro complici, non li ha puniti mai, esi non sono però sfuggiti agli effetti della loro immondizia e alla severità della Nemesi. Certe esistenze che si trascinano come agonie a volte sono condanne peggiori di morti vendicatrici che in qualche modo sublimano e riscattano.

