Considerazioni su Kiev quando imita Roma, Parigi, Anversa, Vienna, Milano e Mosca
Un dirigente di Pravy Sektor, tal Andrey Denisenko, giorni fa ha espresso solidarietà a Israele in azione genocida contro i palestinesi. Io non so se questa boutade sia figlia della solita presunzione furbetta, che oltretutto si rivela sempre stolta e inconcludente, che hanno manifestato i Missini, la Lega e Marine Le Pen, in cerca di un visto per la carriera. Non lo so e non m’importa. Quel che m’importa è che, prendendo le parti di un esercito invasore e imperialista contro un popolo molto più vessato di quanto lo sia mai stato l’ucraìno, questo signore sta insultando il sangue di chi è morto per la sua Patria e la dignità di chi ne ha difeso il sacrificio e l’onore. Non so se costui abbia una coscienza e un pudore, è affar suo.
In quanto a me non mi metto di certo a fare come quelli che scelsero il campo opposto e che, scoperto che lì intervenivano in armi gli israeliani, hanno taciuto. Non farò come quelli che fingono di non sapere che l’accordo stipulato tra Mosca e Tel Aviv ha spianato la strada al genocidio attuale e disinvoltamente difendono i palestinesi come sempre tacendo però il fatto che oggi molta della loro tragica sorte la devono al Cremlino.
Ribadisco quel che ho sempre sostenuto: con il popolo ucraìno nell’ottica di una Rivoluzione Europea che non sia mai antirussa. Sempre e comunque con la bussola al Nord e rifiutando seccamente la cooperazione con chiunque intraprenda la strada del servilismo imperialista.
C’è un Fini ovunque e per tutti. Non per me.
Se il signor Denisenko mira a rappacificarsi con i russi non ho nulla da ridire; se per farlo pensa di utilizzare Israele non posso dire altro che, visto il sangue versato, si sta comportando in modo più indegno degli italiani e dei francesi e ha molte meno scuse del Cremlino.
Mescolare il sangue degli oppressi con quello degli oppressori è una bestemmia e al signore in questione non posso che augurare di non sapere mai davvero cosa questo significhi.
Attendo dall’Ucraìna posizioni diverse e dignitose. Se venissero a mancare dovrei dedurne, con amarezza, che tanto sangue è stato versato invano. Poiché non sono però materialista so che, comunque, non sarà mai così. Malgrado tutti i Denisenko di questo mondo.
Nel porgere il mio saluto al Comandante Yarosh ferito sul fronte e l’onore ai Caduti del suo Battaglione decimato aggiungo che il mio sostegno continuerà ad essere manifestato solo per coloro che non incorreranno in queste infamie. Non farò come quelli che – dalla parte opposta – continuano come se nulla fosse tranquillamente ignorando le nefande complicità dei loro paladini con i genocidi. Lo struzzo e l’aquila sono entrambi uccelli, ma di razze distinte.
