
Basta con le gare al ribasso
“Da questa mattina circolano per le vie di Roma diversi camion vela pubblicitari per l’inizio di una campagna nazionale contro le gare al massimo ribasso delle aziende sia pubbliche che private”. Così dichiarano in una nota congiunta le Segreterie Nazionali di Ugl Telecomunicazioni ed Ugl Igiene Ambientali. “Ormai da lungo tempo denunciamo nel settore delle telecomunicazioni la consuetudine dei committenti di assegnare appalti ai call center in outsourcing a prezzi di molto inferiore al costo medio del lavoro come previsto dal ccnl di categoria ”. Dichiara Stefano Conti Segretario Nazionale Ugl Telecomunicazioni. “Purtroppo – continua Conti – una logica molto aggressiva di contenimento dei costi applicata dalle grandi aziende, unitamente ai grandi ritardi nei pagamenti ai fornitori da parte degli enti pubblici, ha causato negli ultimi anni la perdita di migliaia di posti di lavoro, molti dei quali sono stati trasferiti all’estero per effetto delle delocalizzazioni; il tutto è bene sottolinearlo, a scapito della qualità del servizio erogato agli utenti”. “Il comparto igiene ambientale invece è interamente strutturato sul regime di appalto e spesso grossi consorzi nazionali vincono appalti in tutta Italia e poi affidano la gestione dei vari segmenti territoriali a società che, in alcuni casi, non risultano neanche dalle visure camerali. Consorzi in cui esiste una sorta di subappalto, dove i lavoratori migrano continuamente dall’una all’altra società consorziata senza alcuna garanzia in caso d’inadempienze retributive e contributive”. Dichiara il Segretario Nazionale di categoria Giancarlo Favoccia. “Occorre vigilare sui subappalti a tempo – conclude Favoccia – dove non si investe, quindi, neanche in sicurezza, dove manca la formazione professionale dei lavoratori in quanto nessuna società si sente in dovere di formare il personale e investire se sa di avere un appalto per un 1 anno o anche meno. Stesso discorso si evidenzia per le gare di appalto svolte sempre più spesso al massimo ribasso, a danno esclusivamente dei lavoratori che, il più delle volte, sono part – time e, quindi, già di per sé precari”. “In conclusione potremmo dire che la Pubblica Amministrazione usa la spending review sui fornitori e a danno dei lavoratori, invece di tagliare i costi della sua burocrazia ed investire sulle professionalità dei suoi dipendenti”. Dichiarano i sindacalisti.

