
E’ un romanzo. E’ un romanzo?
Il Professor Calguès, di fronte al rappresentante della Bestia al volgere del suo cammino terreno, così si espresse:
<< Ho sempre condotto la vita tranquilla di professore di lettere che ama la sua professione. Nessuna guerra ha mai avuto bisogno dei miei servigi e i massacri inutili mi provocano un malessere fisico. Probabilmente, sarei stato un pessimo soldato. Tuttavia, ai tempi di Ezio, credo avrei ucciso con gioia gli Unni. E, all’epoca di Carlo Martello, sarei stato entusiasta di fare a pezzi un po’ di carne araba, proprio come Goffredo di Buglione e Baldovino il Lebbroso. Sotto le mura di Bisanzio, morendo accanto a Costantino XI Dragazes, quanti turchi avrei massacrato – perdio! – prima di essere massacrato a mia volta. Per fortuna, gli uomini della mia razza, che ignorano il dubbio, non muoiono così facilmente! Ben presto resuscitato, ecco che faccio strage di slavi in compagnia dei Cavalieri Teutonici. Porto la croce sul mio mantello bianco e lascio Rodi stringendo in pugno la spada insanguinata, con il piccolo drappello eroico di Villiers de l’Isle-Adam. Marinaio di Don Giovanni d’Austria, mi vendico a Lepanto. Che bella strage! In seguito, rimango disoccupato. Solo qualche sciocchezza che comincia ad essere giudicata male. Sudista sconfitto, nelle fila del Ku Lux Klan uccido qualche negro, in modo davvero sordido, lo confesso. Con Kitchener va un po’ meglio: sventro qualche mussulmano fanatico del Madhi. Quanto al resto, non mi ricordo più molto di quel triste scherzo che è la storia contemporanea. Forse ho fatto fuori qualche asiatico sotto le mura di Berlino, qualche vietnamita, qualche Mau-Mau, qualche fellah o, ancor peggio, qualche estremista di sinistra o qualche pantera nera rabbiosa finiti in un’auto della polizia. Servizi piuttosto lordi, insomma: niente più fanfare, niente bandiere, niente Te Deum. Voglia scusare la pedanteria di un vecchio professore di università rimbambito che ha smesso, anche lui, di riflettere e si accontenta di ruminare. Naturalmente, io non ho ucciso nessuno, a maggior ragione tutti quelli che ho appena elencato, che ora trovo tutti davanti a me, incarnati in lei, riassunti dalla sua persona. Ma queste battaglie, di cui mi sento totalmente partecipe, io le rivivo tutte in un unico istante, ne sono l’unico attore con un unico sparo. Adesso! >> (Il Campo dei Santi – J.Raspail).
Il suo interlocutore, erettosi a giudice di una società in cui non si riconosceva, contestava e soprattutto che anelava di distruggere, non ebbe modo di replicare. Gli effetti di quell’ultimo sussulto di dignità, onore e coraggio servirono a ben poco; l’abisso era spalancato, irrimediabilmente aperto.
Anni di indottrinamento e manipolazioni culturali, avevano incrinato la fierezza di una razza; nelle prime fessure, altro veleno per aumentarne le dimensioni. Il lavorio incessante, silenzioso, al pari di un tarlo che scava il legno all’interno, aveva anestetizzato la reattività dei popoli, sensi di colpa instillati scientemente-scientificamente nell’animo.
Poche, e tenute a bada, le eccezioni.
Oggi – luglio 2014.
Poco meno di 30.000 arrivi/sbarchi solo sulle coste italiane da gennaio ad aprile 2014; un numero imprecisato in attesa, oltre il braccio di mare che separa il continente africano da quella che è diventata la porta d’ingresso in Europa. La destabilizzazione politica in alcune aree geografiche, c.d. “primavere arabe”, ha aumentato il già imponente flusso migratorio derivato dalla ricerca di migliori condizioni di vita.
Gli aiuti finanziari messi a disposizione, solo dalla UE – dati Frontex – , passeranno dai 95 mln. di euro del 2013 ai 100 mln. di euro nel 2014. A questi, dovranno sommarsi i fondi che i singoli Stati destineranno per le spese dirette e accessorie (laddove il pasto è diretto e l’acquisto di maggior carburante per navi e motovedette è accessorio, p.es.) .
Sul fronte sanitario la situazione non induce a rosee aspettative; alcune organizzazioni sanitarie mondiali hanno messo in guardia le autorità, sul probabile “riaffiorare” di alcune patologie ritenute debellate negli anni passati.
Le ricorrenti notizie – peraltro e fortunatamente sempre smentite – circa probabili contagi contratti, dagli operatori di pubblica sicurezza e sanitari, durante le fasi di avvicinamento/contatto con alcune etnie, sono fonte di grossi interrogativi.
Rispetto i dati concernenti, i flussi in atto e da divenire e quelli riguardanti l’aspetto sanitario, il fenomeno che suscita maggiori incognite è rappresentato dall’ordine pubblico.
Ferma restando l’aliquota dei migranti che vanno ad “ingrossare” le fila della micro-criminalità – per “vocazione delinquenziale” o necessità – gli osservatori, paventano il rischio di infiltrazioni terroristiche.
<<Voi non conoscete il mio popolo, non ne conoscete il sudiciume, il fatalismo, le superstizioni idiote e l’immobilismo atavico. Non immaginate ciò che vi aspetta, se quella flotta di esseri primitivi vi piomberà tra capo e collo. Nel vostro paese, che è diventato il mio, cambierà tutto. In mezzo a loro e assieme a loro voi vi perderete. … Essere bianco, a mio parere, non è un colore della pelle. E’ una condizione dello spirito. Tra le fila dei Sudisti, in ogni epoca e in ogni paese, ci sono sempre stati dei negri che non provavano alcuna vergogna a combattere dalla parte sbagliata. Se i bianchi sono diventati neri, perché qualche “pellenera” non potrebbe diventare bianca?>> (Il Campo dei Santi – J.Raspail).
Così l’ex deputato di Pondichéry Sig. Hamadura, di fronte al più grande esodo dal Terzo Mondo spiaggiato sulle coste della Francia meridionale, parlava dei suoi connazionali.
Siamo sicuri che si tratti solo del finale di un romanzo?