domenica 7 Dicembre 2025

Il tramonto dell’occidente

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Nasce il colosso globale delle materie prime: con l’approvazione oggi da parte del Governo di Pechino la fusione da 76 miliardi di dollari di Glencore e Xstrata diventa realtà. Il via libera dell’Antitrust cinese era infatti l’ultima barriera da superare in una corsa a ostacoli che dura da quindici mesi per creare un megagruppo globale che unisce produzione e trading.
La Cina, preoccupata in particolare per il dominio del gruppo sul mercato del rame, ha ottenuto alcune concessioni in cambio della luce verde alla fusione, ha sottolineato oggi in un comunicato il ministero del Commercio di Pechino. Glencore/Xstrata hanno infatti promesso di cedere entro l’estate 2014 uno dei loro maggiori asset, Las Bambas in Perù, che si prevede inizi a produrre 400mila tonnellate di rame all’anno a partire dal 2015.
Xstrata e Glencore si sono anche impegnate a vendere a Pechino un minimo di 900mila tonnellate di rame all’anno per i prossimi otto anni e le stesse quantità di zinco e piombo che la Cina aveva acquistato separatamente dalle due società nell’ultimo biennio. Dovranno inoltre dare le dimissioni con effetto immediato una serie di dirigenti, primo tra tutti Mick Davis, attuale chief executive di Xstrata, ma anche i responsabili delle divisioni rame e nickel e il direttore strategia.
Glencore, numero uno al mondo nel trading di materie prime con sede in Svizzera, e Xstrata, societá mineraria anglosudafricana, avevano annunciato la fusione nel febbraio 2012, ma l’opposizione di alcuni azionisti come il Fondo sovrano del Qatar e la necessità di ottenere il via libera da diverse autorità antitrust aveva fortemente rallentato la realizzazione del progetto. Dopo mesi di negoziati e compromessi, la fusione è diventata un takeover di Xstrata da parte di Glencore e ha avuto la benedizione del Governo sudafricano, della Ue e ora anche della Cina.

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