
non l’avevi considerato
Nell’articolo di Lotta Comunista e citavamo ieri troviamo alcuni brani degni di nota e di riflessione, li elenchiamo e poi li commenteremo.
Michael Orenstein, della Northern University di Boston, scrive su “Foreign Affairs” che in Europa “il motore franco-tedesco è stato rimpiazzato da un motore russo-tedesco” “come l’Unione Europea ha preso a muoversi ad est definendo le sue frontiere e terre di confine future diventano Russia e Germania coloro i quali decidono chi è dentro e chi è fuori”.
Ma a quali sviluppi gli USA non assisterebbero inerti? A un’autonomia strategica della UE? A un’intesa strategica tra UE e Russia? A ognuna e a entrambe le cose, si può rispondere, dal momento che un’intesa con Mosca dovrebbe avere come premessa l’autonomia europea.
“Se l’Unione Europea (in questa crisi) avesse potuto dimostrare che la sua politica non era quella degli Stati Uniti e se avesse dato prova della propria indipendenza creando il proprio strumento militare – sostiene Sergio Romano – sarebbe stata possibile una forma di associazione dell’Ucraìna alla UE concordata con Mosca in cui fossero stati tenuti in conto gli interessi russi”.
Per Di Nolfo “nella nuova spartizione l’obiettivo strategico per gli Stati Uniti è impedire che Unione Europea e Russia abbiano una relazione privilegiata. In fondo è un adattamento del vecchio obiettivo di Yalta centrato sulla divisione tedesca, impedire un controllo egemonico nel Vecchio Continente da cui gli Stati Uniti siano esclusi.
Una formula classica è quella di Henry Kissinger: Washington si opporrebbe a una relazione tra UE e Russia che sia più stretta di quelle tra USA e UE e tra USA e Russia”.
C’è dunque un terreno oggettivo della nuova spartizione, quando è chiamata in causa la relazione con Mosca, dove l’interesse strategico tedesco ed europeo non coincide con l’interesse americano.
Da quando l’amministrazione di Barack Obama ha manifestato la propensione al retrenchment, al ripiegamento strategico interno, la riflessione tedesca si è orientata in modo esplicito verso un maggiore attivismo di Berlino nella politica estera europea. Si può pensare che Angela Merkel ritenga possibile un riequilibrio non conflittuale con Washington, nella ricerca di una relazione paritaria tra USE e UE, ma è altamente improbabile che ciò non conosca momenti di attrito se non di confronto.
La Polonia sul piano economico e persino sulle prospettive di adesione all’Euro si è allineata alla Germania negli ultimi anni, negando la tradizionale sponda alle politiche della Gran Bretagna. Però il confine strategico del rapporto tra Varsavia e Berlino è segnato dal grado di profondità della relazione russo-tedesca e questo fatto costituisce una faglia permanente che facilita il bilanciamento intrusivo di Washington.
Washington vuole impedire una relazione privilegiata tra UE e Russia. Berlino ha riconquistato una capacità di movimento, anche verso Mosca, che cerca di bilanciare nella relazione atlantica.
La formula dell’Unione Eurasiatica, a fronte dell’Unione Europea, appare lo strumento con cui Putin vuol contrattare o imporre l’assetto definitivo della nuova spartizione.
In questo processo Mosca a sempre mostrato di ritenere che il riconoscimento del passaggio dell’Est Europa alla UE dovesse avere come corrispettivo il riconoscimento dell’influenza sul suo vicino estero.
L’annessione della Crimea ha compromesso definitivamente la possibilità che il consolidamento della nuova spartizione avvenga in un quadro concordato tra la Russia e l’Europa? Difficile dirlo: secondo “The Economist” Berlino contnuerà a parlare con Mosca qualunque cosa accada.
Il punto centrale per Mosca è se la Germania e la UE sono in grado di garantire una linea di trattativa, q fronte della pressione degli USA che fa leva sulla divergenza polacca.
Mosca può accettare solo un’Ucraìna “neutrale” con stretti legami con la Russia, l’unica concessione potrebbe essere permettere la secessione della galizia e il suo legame in Europa.
Tutto interessante. Fa piacere imbattersi di tanto in tanto in qualcuno che non contrabbanda utopie, masturbazioni, allucinazioni e disturbi mentali con una scienza geopolitica.
Vediamo ora quali obiezioni muovere e soprattutto quali conclusioni trarre.
Obiezioni
Nel cogliere quest’azione triangolare l’analista non ha dato eccessivo peso, appunto, alla triangolazione. Mosca tratta con Berlino, sì, ma anche con Washington e prova a usare le trattative con l’una per rilanciare le trattative con l’altra
E’ quindi molto probabile che Putin voglia realmente lo smantellamento ucraìno, anche se (o forse proprio perché) questo dovesse mettere in difficoltà la Germania.
D’altronde le manovre militari russe sono state troppo stolte per essere vere, a meno che il loro scopo (d’accordo con il Pentagono) non sia proprio quello di alzare la tensione e, soprattutto, di non tagliare le spese militari alzando, se possibile, i costi del gas.
Londra è sottovalutata. La sua capacità camaelontica di fungere al contempo da parassita europea e da rampa di lancio per il trozkismo sorosiano, ma di farlo a profilo basso, ne fa sottovalutare l’operato, che è, come sempre, centrale, nefasto e guerrafondaio.
Conclusioni
Bisogna imbattersi in qualcuno d’intelligente, benché non solo di altra ideologia ma di sentimento opposto ai nostri sulla realizzazione di una potenza europea, per avere la conferma di quanto sembra che i più si ostinino a voler negare.
Ovvero
1) L’Unione Europea è un terreno di scontro, non la pura e semplice proiezione acritica americana.
2) L’autonomia della UE tende automaticamente ad un bilanciamento di potenze e a una relazione privilegiata verso la Russia.
3) L’unica potenza in grado e persino in propensione di realizzare al contempo quest’emancipazione e l’apertura ad est è la Germania.
4) La Germania è la locomotiva d’Europa e soo tramite lei si può immaginare sia un’intesa eurussa che una pace ad est, iniziando dall’Ucraìna.
5) I populisti d’accatto sono oggi tutti schierati contro la Germania pretendendo, non si sa sulla base di quale overdose, che così facendo sono filo-russi. Di fatto sono strilloni angloamericani.
Fatevi una domanda e datevi una risposta su chi vi sta prendendo per il naso, altro che i nazionalisti di Maidan!