mercoledì 22 Aprile 2026

“Immagina un nuovo inizio”

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Zingaretti inaugura il suo slogan querelando i radicali

E’ di nuovo polemica rovente fra i radicali e Nicola Zingaretti. Giuseppe Rossodivita, capogruppo alla regione Lazio e candidato presidente della lista Amnistia giustizia libertà alla prossime elezioni, ha presentato un esposto alla procura di Roma a nome di Marco Pannella. L’ipotesi, riporta il Corriere, «è che alcuni di loro avessero congegnato un meccanismo truffaldino a danno dell’ente, ossia che si fossero fatti assumere poco prima dell’elezione da società compiacenti (anche di parenti) che mai avrebbero pagato i loro stipendi in caso di elezione. Infatti la legge sugli enti locali prevede che il consigliere possa richiedere alla Provincia il rimborso per il mancato guadagno derivante dall’impegno di consigliere».
Zingaretti «sarebbe stato assunto dall’associazione Comitato Provvisorio Pd Lazio, retribuzione 8 mila euro mensili, proprio il giorno prima del 16 febbraio 2008, data in cui comunicava la sua candidatura a presidente della Provincia – dichiara in una nota Maurizio Berruti, consigliere Pdl di Roma Capitale -. Potenza del caso: un contratto a tempo indeterminato proprio il giorno prima della candidatura. E con una elezione a consigliere scontata che, per la legge sugli enti locali, implica il rimborso a vantaggio del datore di lavoro dei mancati guadagni proprio da parte di Palazzo Valentini».
«Il Presidente della Provincia da sempre non riceve un salario, ma un’indennità di carica fissa di circa 5mila euro al mese, come previsto dalla legge», ha replicato in una nota Zingaretti, annunciando una querela per diffamazione contro i radicali.
«L’ente rimborsa esclusivamente i contributi previdenziali agli eventuali datori di lavoro degli eletti, nulla a che vedere con il meccanismo dei rimborsi degli stipendi dei consiglieri provinciali – continua il candidato presidente della regione Lazio -. La mia dichiarazione dei redditi è sempre stata online sul sito internet della provincia di Roma e la questione oggi sollevata dal Partito Radicale sulla stampa è già stata oggetto di una risposta esauriente ad un’interrogazione del gruppo consigliare Pdl della Provincia di Roma in data 2 aprile 2009». «Nella vicenda sollevata non c’è alcunché di anormale né, tanto meno, alcunché di illegale», ha aggiunto Zingaretti
«L’iniziativa del Partito Radicale si prefigura quindi come un osceno tentativo di discredito di una persona perbene, una macchina del fango in piena campagna elettorale – dice ancora l’esponente del Pd -. Per questo ho dato mandato ai miei legali di presentare una querela per diffamazione. Rimane il rammarico che una storia di identità e di battaglie politiche e civili, come quella del Partito Radicale, venga rovinata da una pagina così falsa, strumentale e vergognosa».
radicali.it
Giuseppe Rossodivita, avvocato e oggi candidato governatore nel Lazio per “Amnistia, giustizia libertà”, ha depositato i documenti allegati a un esposto a nome di Marco Pannella lunedì scorso alla procura di Roma. La stessa che sta indagando su diciotto consiglieri provinciali dell’attuale e passata legislatura e appartenenti ai vari schieramenti. L’ipotesi è che alcuni di loro avessero congegnato un meccanismo truffaldino a danno dell’ente, ossia che si fossero fatti assumere poco prima dell’elezione da società compiacenti (anche di parenti) che mai avrebbero pagato i loro stipendi in caso di elezione. Infatti la legge sugli enti locali prevede che il consigliere possa richiedere alla Provincia il rimborso per il mancato guadagno derivante dall’impegno di consigliere.
L’hanno chiesto, eccome: soltanto nell’anno 2009 i diciotto consiglieri sotto indagine avevano fatto richiesta di 779.216,71 euro per rimborsi a favore dei propri datori di lavoro. Stando all’esposto dei radicali, la situazione del presidente uscente Nicola Zingaretti potrebbe inserirsi nel filone che coinvolge i diciotto consiglieri.
Partendo dalle date: Zingaretti viene assunto il 15 febbraio del 2008 dall’associazione Comitato Provvisorio Pd Lazio. Giusto il giorno dopo l’assunzione, il 16 febbraio, veniva comunicato alla stampa che Zingaretti accettava la candidatura a presidente della Provincia.
Il punto è: l’assunzione è stata fatta per lavorare davvero o per garantire un contratto a tempo indeterminato in vista della candidatura in provincia? «Zingaretti all’epoca ricopriva la carica di parlamentare europeo e ha rinunciato all’ultimo anno di indennità da europarlamentare rimettendoci parecchi soldi», replica il suo portavoce Emanuele Lanfranchi, «inoltre era già dipendente del partito quindi non c’è affatto un’assunzione fittizia, tanto più che è il rimborso previsto dalla legge quindi adottato da tutti». Rossodivita replica: «ma non è dato sapere a quanto ammontasse il suo stipendio precedente, mentre il Comitato Provvisorio Pd lo assunse concordando lo stipendio di ottomila euro al mese. Comunque il punto è capire se davvero Zingaretti e il Comitato hanno concluso un contratto di lavoro dipendente con l’idea che lo stesso Zingaretti andasse a lavorare ogni mattina. Mi sembra strano per uno che il giorno dopo quell’assunzione si candida a presidente della Provincia per la coalizione del centrosinistra con la conseguente certezza dell’elezione, minimo a consigliere».
Infatti, il 30 aprile Zingaretti viene eletto presidente ma anche in caso di sconfitta avrebbe occupato una poltrona da consigliere e il Comitato Provvisorio Pd Lazio non avrebbe dovuto sborsare gli ottomila euro grazie al meccanismo dei rimborsi elargiti dall’ente.
Poiché il presidente della Provincia è l’unico ad avere un’indennità, l’ente ha pagato per conto del datore di lavoro di Zingaretti soltanto i contributi previdenziali, assistenziali e assicurativi, oltre a quote di Tfr, per un ammontare complessivo pari a circa centomila euro.
Nell’esposto Pannella chiede alla magistratura di indagare sull’effettiva attività lavorativa del neoassunto Zingaretti e quindi sul presunto danno all’ente fatto a vantaggio del suo datore di lavoro, il Comitato Provvisorio Pd Lazio. Intanto Zingaretti, oggi candidato governatore del Lazio, “Immagina un nuovo inizio” forse partendo proprio da un cambiamento della sua idea di trasparenza, quando da presidente della Provincia fu l’unico a non indicare sul sito istituzionale i rimborsi previdenziali assicurativi assistenziali e di Tfr per il proprio lavoro dipendente. Immaginiamo…
Sabrina Giannini
 

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