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In Germania sanno come fare

Noi facciamo i tedeschi, loro gli italiani

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money.it

Sono passati 24 anni da quando l’euro ha fatto il suo ingresso in Europa, diventando la moneta ufficiale. Eppure, in Germania, a distanza di oltre due decenni, milioni di marchi tedeschi vengono ancora cambiati ogni anno.
Secondo gli ultimi dati pubblicati, lo scorso anno sono stati restituiti alla Banca centrale tedesca 53,1 milioni di marchi tedeschi, una cifra praticamente identica a quella del 2022, quando ne furono consegnati 53,2 milioni, ma inferiore rispetto al 2021, anno in cui si superò quota 58 milioni. Si tratta comunque di numeri relativamente contenuti, considerando che, stando alle statistiche più aggiornate, risultano ancora in circolazione ben 12,1 miliardi di marchi tedeschi, equivalenti a circa 6,2 miliardi di euro. La maggior parte di questa valuta «dimenticata» è costituita da monete, per un totale di 6,52 miliardi, mentre i restanti 5,61 miliardi sono rappresentati da banconote.
Molte delle banconote che vengono restituite emergono in seguito a eredità o durante lavori di ristrutturazione di vecchie abitazioni. Accade soprattutto nelle case precedentemente abitate da persone anziane, dove capita di ritrovare ingenti somme di denaro contante nascoste nei luoghi più disparati, come soffitte, cantine o vecchi mobili. Dopo queste scoperte, gli eredi consegnano i marchi tedeschi per convertirli in euro. Questo è possibile perché la Germania è uno dei pochi Paesi dell’eurozona a consentire il cambio permanente della vecchia valuta, sia in banconote sia in monete. Ciò significa che, anche a oltre vent’anni dalla fine del marco come moneta ufficiale, è ancora possibile consegnare vecchie monete e banconote alla Bundesbank e ricevere il controvalore in euro, tenendo conto del tasso di conversione fissato all’epoca, pari a 1,96 marchi per un euro.

Il cambio in Germania rimane completamente gratuito e può essere effettuato presso 31 filiali della Bundesbank oppure per posta, inviando il denaro all’ufficio di Magonza.
Questa possibilità è prevista anche in altri Paesi come Austria, Irlanda, Lituania, Lettonia, Estonia e Bulgaria, che è entrata ufficialmente nell’euro soltanto pochi giorni fa, il 1° gennaio 2026. In altri Stati membri dell’Unione Europea, come Belgio, Croazia, Slovacchia e Slovenia, sono accettate per il cambio solo le banconote, mentre le monete non vengono più convertite. In diverse nazioni, invece, non esiste più alcuna possibilità di cambiare la vecchia valuta nazionale in euro e tra queste figura anche l’Italia.

In Italia non è più possibile convertire lire in euro
Nel nostro Paese, in base al quadro giuridico vigente, non è più possibile convertire le lire in euro, poiché il termine ultimo è scaduto il 28 febbraio 2012. Da quella data la Banca d’Italia non è più tenuta ad accettare le vecchie lire per il cambio. Esistono solo alcuni casi eccezionali dimostrabili, ad esempio se si può provare di aver presentato una richiesta di conversione entro la scadenza del 2012. In caso contrario, è molto difficile ottenere il cambio e l’unica alternativa rimane rivolgersi a negozi di numismatica o a collezionisti, trasformando le vecchie lire in oggetti da collezione.

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