
Le associazioni per i Diritti Umani denunciano le bande armate che si appropriano del tema
La Rete Siriana per i Diritti Umani ha pubblicato il 30 ottobre scorso il suo secondo rapporto contenente i nomi di alcuni membri dell’opposizione all’estero che ricevono finanziamenti stranieri e lavorano per la rovina e la distruzione della patria piuttosto che per la sua costruzione. La Rete ha assicurato che il rapporto si riferisce ai nomi di personaggi che sfruttano la politica e i diritti umani come mezzo per avere dei fondi con la scusa di falsi progetti di azione politica o attività nel settore dei diritti umani. Ciò ha causato l’allontanamento di queste persone dallo scopo reale delle attività politiche o per i diritti umani, trasformate in un’agenda straniera tesa a distruggere la patria.
Nel rapporto la Rete ha indicato anche i nomi di queste persone, assicurando che il file non verrà chiuso, dal momento che è ancora in corso uno studio per creare una lunga lista di nomi che saranno pubblicati non appena termineranno gli accertamenti.
La Rete ha inoltre assicurato di essere in possesso della documentazione completa che accusa le persone menzionate, il che ha portato la CNN americana a dare credibilità a queste affermazioni e contattare la Rete per avere informazioni dettagliate circa i nomi pubblicati nel primo rapporto, ritenuto una pietra angolare da un punto di vista legislativo ed economico, poichè tali comportamenti hanno causato l’uccisione di centinaia di siriani e quanto accaduto potrebbe rientrare sotto la giurisdizione del Tribunale Penale Internazionale, sotto il terzo comma dell’articolo 25 dello Statuto Fondamentale di Roma e l’articolo 20 del Patto Internazionale sui diritti civili e politici, dal momento che le persone citate hanno avuto i fondi dall’estero e li hanno usati per incitare la sedizione e sostenere un intervento straniero. Sul campo ciò ha portato all’aumento della violenza armata e dei casi di rapimento da parte dei gruppi terroristici armati e, di conseguenza, all’aumento del numero delle vittime fra l’esercito e le forze di sicurezza e fra i civili, di cui le persone indicate sono responsabili, così come di ogni goccia di sangue versata.
Intanto il 27 ottobre 2011 le autorità competenti avevano catturato 15 ricercati in diversi quartieri di Homs e sequestrato molte armi e apparecchi di comunicazione.
Sull’altro fronte, un gruppo terroristico armato ha assalito il dipartimento estero della polizia di Homs, dove agenti del dipartimento sono riusciti a respingere il gruppo armato.