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C’era quasi sempre un contenitore pieno di caramelle a casa dei nonni. E dentro, molto spesso, spuntavano degli inconfondibili incarti rossi. La Rossana nel 2026 compie cent’anni: un secolo attraversato quasi senza cambiare faccia, tanto da diventare uno di quei prodotti che in Italia appartengono alla memoria familiare almeno quanto alla storia dell’industria dolciaria.
Perché la Rossana si chiama così
Nasce nel 1926 in casa Perugina e dietro quella caramella dura con il cuore cremoso di latte e nocciole, a volte accanto alla scatola di latta dei biscotti danesi, si nasconde una storia che passa per Luisa Spagnoli, uno dei più importanti pubblicitari italiani del Novecento, Carosello e persino Cyrano de Bergerac. Perché anche quel nome, Rossana, ha una storia.
Chi ha inventato la caramella Rossana
La storia della Rossana inizia nel 1926, negli stabilimenti della Perugina, l’azienda fondata quasi vent’anni prima da Luisa Spagnoli insieme ai suoi soci. Alla sua creazione contribuì anche Federico Seneca, tra i più importanti pubblicitari dell’epoca, noto per uno stile influenzato dalle avanguardie futuriste. Il nome, invece, trae ispirazione da Roxane, la donna amata da Cyrano de Bergerac nella celebre commedia di Edmond Rostand.
Il segreto del cuore cremoso
L’obiettivo di Perugina era semplice ma ambizioso: realizzare una caramella elegante e pratica, da portare in borsa o in tasca senza il rischio che si sciogliesse con il caldo. Nacque così la Rossana, con il suo inconfondibile incarto rosso e il caratteristico cuore cremoso. A distanza di quasi un secolo, la ricetta è rimasta immutata. All’esterno c’è un guscio duro; all’interno un ripieno morbido a base di latte e nocciole, il contrasto di consistenze che ne ha fatto uno dei dolciumi più riconoscibili d’Italia.
Da Carosello alla “Signora in Rosso”
La consacrazione arrivò negli anni Sessanta, quando la Rossana entrò definitivamente nell’immaginario collettivo italiano. Fu in quel periodo che iniziò a essere conosciuta come “la signora in rosso“, accompagnata dallo slogan: «Rossana, un amore di caramella».
Negli anni successivi la sua popolarità crebbe ulteriormente grazie a Carosello, il celebre programma della Rai che trasformò la pubblicità in un appuntamento quotidiano seguito da milioni di persone. La Rossana fu protagonista di numerosi cortometraggi promozionali, consolidando il proprio posto nella memoria di intere generazioni.
Dalla vendita del marchio ai nuovi prodotti
Per molti, la storia della Rossana sembrò arrivare a termine nel 2016. Perugina, entrata nel gruppo Nestlé nel 1987, cedette infatti il marchio. La notizia suscitò preoccupazione, soprattutto tra i lavoratori dello stabilimento di San Sisto, che scioperarono e che temevano per il futuro della storica caramella.
Il marchio venne però acquistato da Fida, storica azienda piemontese specializzata nella produzione di caramelle, che oggi ha assunto il nome di Rossana Company. L’obiettivo era rilanciare uno dei marchi più iconici della confetteria italiana, ampliando la gamma dei prodotti senza rinunciare all’identità della caramella originale.
Tra le novità più discusse ci fu, nel 2019, la crema spalmabile Rossana, ispirata al celebre ripieno di latte e nocciole. Nel corso degli anni sono arrivate anche nuove varianti della caramella, tra cui quelle al cocco, al cioccolato e, da bravi piemontesi, alla gianduia.
Rinnovarsi è importante, ma il motivo per cui la Rossana continua a essere riconoscibile va ben oltre le nuove versioni. Il suo successo è legato soprattutto alla capacità di evocare un ricordo condiviso. Quel piccolo parallelepipedo dall’involucro rosso ha accompagnato l’infanzia di milioni di italiani. Ancora oggi continua a occupare un posto speciale nelle case e nella memoria di chi, aprendone una, ritrova un frammento del proprio passato.
