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Tanto rumore per nulla

Tutti preoccupati per il (Di) Battista minore

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(Di) Battista chi? Non è nemmeno il comico Maurizio che, perlomeno, fa ridere consapevolmente.

Il politico pentastellato Alessandro non ha mai combinato nulla, al massimo si è coperto di ridicolo quando ha provato a imporre l’impeachment di Mattarella mediante un articolo di Costituzione che neppure aveva letto e che lo ha sotterrato per la sua manifesta ignoranza. Sarà anch’egli uno di quegli elettori di centrodestra di cui parla Bonaccini? Quelli che non leggono.

Si è sentito male a Cuba.

Spiaze come si dice a Roma. Non gli si augura alcun male, ma perché ci si deve sperticare per il suo bene? Se se la cava, tanto meglio per lui: non ha un peso sì grande da far sì che una persona non ipnotizzata dalla frenesia quotidiana possa trepidare per la sua sorte, né augurargli il male.

Quello di cui dovremmo preoccuparci è invece come ci si ipnotizzi davanti a una non notizia del genere. Peggio: perché mai dall’Italia si debba approntare un aereo per andarselo a prendere e con ben due luminari del Gemelli? Di infortuni italiani all’estero siamo pieni e non mi pare che siano stati riservati trattamenti similari a nessuno se non a capi di governo o papi. C’è qualcosa che dovremmo sapere e che non sappiamo, o è solo la demagogia mediatica che la fa da padrona?

Fa specie che ci sia tanta mobilitazione per la sorte cubana del turista post-grillino. Non ho notato post frementi per le condizioni disperate di bambini risucchiati dai bocchettoni delle piscine o affogati in mare. Peggio: non ho letto mai elogi per gli adulti morti per salvarli, e sì che ce ne sono stati non pochi. L’eroismo non va bene se non è narcisista e se non permette di sentirsi “schierati”?

Meglio il vittimismo complottista di un nariciso?

Fa ridere – o fa piangere – la “solidarietà” destroterminale per l’ammalato

Vada per il problema psichiatrico della costante “uccisione del padre” dei boomers falliti che non possono non tifare per chiunque si schieri contro l’Europa, e a favore di tutto quanto essi combatterono da giovani, cosa di cui sono, evidentemente, pentiti. Capisco che nel loro cronico trauma brechtiano debbano scodinzolare dietro chi chiede a gran voce di disarmare un popolo in guerra per la sua integrità e per la sua identità e sperare che esso venga annichilito. Ci sta: quando si è smessa la fierezza si odia chiunque l’abbia perché fa sentire chi l’ha abbandonata come un disertore e un traditore. Il che, in effetti è. Ne abbiamo parlato a lungo: è una patologia forse incurabile.

Ma non mi sembra che Di Battista, malgrado i viaggi nella capitale dell’invasore per conto del Fatto quotidiano, abbia mai avuto un peso, nemmeno quando ha difeso fattualmente il massacro di Bucha.

Non è Lavrov e neppure uno degli agenti della Gladio che stanno sostenendo i russi in casa nostra, tutt’al più è un gossip.

Certo, tra le innumerevoli stupidaggini che ha detto e le posizioni sballate che ha preso, ha se non altro sventolato la bandiera della Palestina

Il problema è con quale spirito questa gente lo faccia. La causa palestinese è stata distrutta congiuntamente dagli israeliani, dai governi musulmani, dalle formazioni marxiste e dalle jihadiste. Ora a Gaza e in Cisgiordania sono solo carne da macello. In realtà questa sinistra immigrazionista e legata alle Ong, quella del razzista jus soli, di cui fa parte Di Battista, esprime un terzomondismo pietistico, che rasenta l’animalismo. Il loro paternalismo nasconde il fatto che in fondo in fondo non li ritengono uomini, ma esseri viventi da preservare.

Non è stato sempre un fatto universale a sinistra. Ci sono stati militanti che hanno combattuto per la Palestina e che ci sono addirittura morti. Ma nulla a che vedere con l’ignominia ridicola delle Flotilla.

Restiamo nello psichiatrico

Diversi boomers della destra terminale subiscono un complesso d’inferiorità per la sinistra e non si rassegnano al non essere “accettati”. E puntuali a stendere drappi rossi sotto i piedi dei ciarlatani altrui per dimostrare che “loro” sono diversi, non sono come chi “li rappresenta”. Che poi per trovare qualcuno che li rappresenti forse si dovrebbe cercare in qualche casa di cura.

Ribadisco che di Alessandro Di Battista non m’interessa. Non ha nemmeno la statura per auguragli il male. E non è vero che non si augura mai il male a nessuno. A Tito per esempio no?

E, restando a Tito, voglio sottolineare l’incoerenza e la disonestà intellettuale dei boomers “rossobruni”. Se il primo problema è la Nato e il secondo Israele – o viceversa – e si può tradire la propria patria, il proprio popolo, la propria tradizione storica e politica, per sostenere chi – peraltro a parole e mai nei fatti – si erge contro di essi, perché mai ce l’avevano con Tito?

Geopoliticamente avrebbe tenuto Trieste fuori dalla Nato, e i nostri che combatterono e morirono per riprendersela avevano allora torto. Peraltro era una delle figure di punte dei Non-allineati e sostenne concretamente diverse operazioni militari palestinesi contro Israele.

Ognuno è libero di fare le scelte di campo che vuole, ma non devono essere a geometria variabile.

Si mettano insieme a quelli che negano le Foibe o che dicono che in fondo sono giustificate. Come Katyn e come Bucha. Almeno, nella vergogna, trovino un minimo di coerenza e di geometria!

L’inconsistenza umana e politica va però oltre tutto questo

Basta che ci sia una notizia che appare sugli schermi dei telefonini che si deve per forza entrare nel giochino degli opposti imbecilli. Falsi Cerchi e finti Donati, peseudo Rockers e Mods immaginari.

Mai che si decida in prima persona di cosa occuparsi! E poi ci parlano del Grande Fratello e delle manipolazioni mediatiche…

Il problema è che in fondo in fondo a questi squilibrati continuo a voler bene, tranne quando sfociano nell’infamia pura. Mi dispiace che si facciano sempre trascinare presi per il naso in qualunque occasione.

PS; in foto ho preferito mettere il (Di) Battista migliore, così evitiamo di confonderci nell’album delle nullità.

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