mercoledì 18 Febbraio 2026

La Libia combatte ancora

Più letti

Global clowns

Note dalla Provenza

Colored

 

alt

Cade Bani Walid, strappata dai libici ai mercenari filoatlantici.

 

ROMA – La Libia sta piombando in una nuova pericolosa fase di instabilità, con il Consiglio nazionale transitorio sempre più fragile. Oggi, dopo ore di battaglia, i miliziani del clan dei Warfalla, che sostengono il passato regime di Muammar Gheddafi, hanno preso il controllo della città libica di Bani Walid. Lo ha annunciato la tv satellitare ‘al-Arabiya’, sulla base di testimonianze degli amministratori locali. L’inviato dell’emittente di Dubai sostiene che i miliziani della brigata 28 maggio del Cnt hanno chiesto rinforzi a Tripoli per riprendere il controllo della situazione. I siti Internet pro-Gheddafi sostengono inoltre che, dopo lo scontro a fuoco di oggi che ha provocato la morte di almeno 6 persone e 20 feriti, ci sarebbe stata una manifestazione pro-Gheddafi nella città con lo sventolio di bandiere verdi. I gheddafiani hanno assaltato il carcere della città e liberato un certo numero di prigionieri, appartenenti alla tribù dei Warfalla e da imprigionati dagli uomini del Cnt. E anche a Tripoli risale la tensione: secondo l’inviato di Al Arabiya si è verificata un’intensa sparatoria.

Il governo, sotto pressione nei giorni scorsi a causa delle contestazioni degli ex guerriglieri che hanno assaltato la sede del Cnt a Bengasi 1, ha annunciato oggi che il figlio del rais, Saif Al-Islam, sarà processato in patria anziché davanti al Tribunale penale internazionale dell’Aja. 

Ma il Tpi ha immediatamente smentito di aver dato via libera. Oggi scadeva la proroga concessa dal Tpi al governo transitorio libico 2 per valutare il caso di Saif al-Islam e decidere se processarlo in patria o consegnarlo ai giudici dell’Aja. La decisione della proroga era stata presa sulla base di una specifica richiesta presentata alla Corte dal Consiglio nazionale transitorio (Cnt). Saif al-Islam è stato catturato in Libia il 19 novembre dello scorso anno dopo che il 27 giugno il Tribunale dell’Aja aveva spiccato un mandato di arresto nei suoi confronti per crimini contro l’umanità.

E in questo quadro di incertezza arrivano anche le dimisisoni dell’ambasciatore libico a Roma Hafed Gaddur, che ha annunciato di voler lasciare”da oggi” la sua carica “per motivi personali” che il diplomatico si riserva di spiegare in seguito. Lo ha riferito all’ANSA lo stesso Gaddur precisando di aver già comunicato la sua decisione al presidente del Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt) Jalil.

Ultime

La pila di Baghdad

Fonte energetica o a uso rituale?

Potrebbe interessarti anche