Maroni promette: fuori Equitalia dalla regione
“La riscossione dei tributi deve essere più vicina al territorio e tener conto del contesto sociale. Equitalia non sta operando con questi criteri, dunque intendiamo sostituirla con un ente di riscossione regionale entro la fine dell’anno”. Lo ha annunciato il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, nel suo discorso programmatico, in cui ha anche citato Giorgio Gaber: “La mia rivoluzione è quella della concretezza”.
“Chiederemo allo Stato che vengano riconosciute maggiori competenze, alle quali dovranno corrispondere maggiori risorse provenienti da tributi ed entrate regionali e dalla partecipazione diretta della Regione al gettito di tributi erariali riferibili al proprio territorio, in misura non inferiore al 75 per cento delle entrate tributarie complessive”, ha proseguito Maroni insistendo su uno dei punti forza della sua campagna elettorale. “Nel programma – ha proseguito – sta scritto con chiarezza il nostro impegno, che in questa sede ribadisco, a conseguire entro la fine della legislatura, questi due obiettivi strategici: l’istituzione della macroregione del Nord e l’attribuzione alle Regione di una quota non inferiore al 75 per cento del gettito tributario complessivo prodotto nel singolo territorio regionale”.
A proposito di sanità, secondo Maroni la Regione ha “un sistema sanitario capace di competere con i più elevati standard internazionali di qualita ed efficienza”. Tuttavia “serve un salto di qualità che permetterà alla Lombardia di essere leader europea nel settore, nonostante la prospettiva di riduzione dei finanziamenti governativi per la sanità”. Il governatore ha spiegato che “il programma di legislatura prevede fra l’altro di riorganizzare numero e funzioni di Asl e Aziende ospedaliere; di differenziare la rete di offerta socio-sanitaria secondo il criterio dell’intensità di cura; di sviluppare un modello di assistenza a rete delle strutture ospedaliere per la cura di patologie rilevanti; di ridurre ulteriormente le liste d’attesa attraverso la maggiore specializzazione degli ospedali; di identificare costi standard uniformi per l’acquisto e l’erogazione dei servizi sanitari e sociosanitari; di potenziare i presidi territoriali per garantire la continuità e l’integrazione di tutti i servizi di assistenza”.
Maroni ha anche ribadito che la Regione continuerà lo studio per l’introduzione di una moneta complementare, di cui si era parlato nell’ultima legislatura con Roberto Formigoni. “Poiché in periodi congiunturali caratterizzati dal credit crunch come quello attuale – ha spiegato il leader della Lega e governatore della Lombardia – lo sviluppo di nuovi strumenti di pagamento può agevolare lo scambio di beni e servizi, procederemo con lo studio di fattibilità di un sistema di moneta complementare anche tramite il coinvolgimento dei principali stakeholder, come banche, associazioni, istituzioni e Camere di commercio”.
