
L’Egitto ora è maturo per entrare nella UE
L’ombra dell’austerity si allunga anche sull’Egitto. L’esito dei negoziati con il Fondo monetario internazionale per ottenere un prestito da 3,7 miliardi di euro non può prescindere da misure di risanamento che taglino il deficit di bilancio e riportino il Paese verso la crescita.
“Gli investitori – dice un cittadino interpellato in strada al Cairo – hanno paura di spendere soldi in Egitto, perché temono di non riuscire a recuperarli. L’Egitto non ha bisogno di un prestito internazionale, ma ha bisogno di sicurezza perché la sua economia torni a crescere”.
L’instabilità politica data dalla forte opposizione a presidente Mohamed Morsi non è un buon viatico per giungere all’intesa, di cui l’Egitto ha assoluto bisogno, secondo alcuni.
Come l’economista Hamde Abdelazimm, che dice: “Il prestito è legato alle promesse di Stati Uniti e Unione Europea di annullare il debito egiziano. Entrambi hanno promesso di cancellare 500 milioni di dollari, dopo l’approvazione da parte internazionale Fondo monetario di un programma di riforme economiche”.
Alcuni economisti dubitano si faccia prima delle prossime elezioni, previste ad aprile ma poi rinviate. Il nuovo Parlamento sarebbe chiamato a prendere decisioni drastiche come il taglio dei sussidi per l’acquisto di pane e benzina.
Il corrispondente di euronews,Mohammed Shaikhibrahim:
“Gli aiuti internazionali al Tesoro egiziano sono una cura dolorosa per l’economia malata del Paese. Questo trattamento avrà un impatto negativo. La cittadinanza sarà colpita dall’aumento dei prezzi”.
Boia nazista disperatamente cercasi
Le organizzazioni di cacciatori altrimenti non troveranno più fondi
ilgiornale.it
Il procuratore generale Kurt Schrimm ha detto al giornale tedesco Westdeutsche Allgemeine Zeitung – Waz – che la sua squadra di inquirenti ha individuato 50 presunti ex guardiani ancora vivi di Auschwitz-Birkenau, il campo di concentramento nella Polonia occupata dai nazisti in cui morirono migliaia di ebrei.
Kurt Schrimm è il direttore del Centro di investigazione dei crimini nazisti di Ludwigsburg. È stato creato nel 1958 dallo Stato tedesco. Da allora, scrive la Waz, gli inquirenti hanno aperto 7.486 inchieste preliminari. Da quando nel 2011 un tribunale di Monaco di Baviera ha condannato a cinque anni di carcere per concorso in omicidio di oltre 20mila ebrei John Demjanjuk, guardiano del campo di sterminio di Sobibor, nella Polonia occupata, il procuratore Schrimm si è convinto di poter portare davanti ai giudici altri uomini che, in qualità di custodi e guardiani di campi di concentramento, hanno partecipato all’orrore dell’Olocausto, ha spiegato. Benché sia difficile a distanza di decenni dai fatti ottenere testimonianze sul ruolo di queste persone, i dossier sono pronti. Secondo Schrimm e la sua squadra si arriverà a un processo. Già nelle prossime settimane le 50 persone sulla lista saranno incriminate per concorso in omicidio.
A 68 anni dalle atrocità della Seconda Guerra mondiale, non si fermano le inchieste, la caccia ai criminali nazisti, né gli studi e le terribili scoperte. L’Holocaust Memorial Museum americano ha infatti da poco pubblicato i risultati di uno studio iniziato 13 anni fa. Secondo gli esperti che per anni hanno lavorato all’individuazione in Europa di campi di concentramento, sterminio, ma anche di lavoro e ghetti, i luoghi dell’orrore nazista dalla Francia alla Polonia erano molti di più di quanto ipotizzato finora: 42.500, dal 1933 al 1945.
Non si ferma anche il costante lavoro degli studiosi dello Yad Vashem, il Memoriale dell’Olocausto di Gerusalemme. Haim Gertner, capo archivista, ha detto al Jerusalem Post che i ricercatori dello Yad Vashem, che finora hanno individuato 4.200.000 nomi di ebrei morti nell’Olocausto – più della metà – spera nei prossimi anni, anche grazie all’apertura degli archivi dei Paesi dell’ex blocco sovietico, di poter completare gran parte dell’elenco mancante.

