
L’Italia entra in guerra senza dirlo esplicitamente
Anche l’Italia si schiera al fianco della Francia nella difficile partita in Mali. E annuncia di essere pronta a fornire “supporto logistico”: collegamenti aerei, rifornimenti in volo. Mettendo forse anche a diposizione i suoi droni e le sue basi. Ma senza scendere direttamente sul “terreno”: “niente boots on the ground”, fanno sapere i ministri degli esteri e della difesa, Giulio Terzi e Giampaolo Di Paola, annunciando che Roma si unisce così a Gb, Germania e Usa nel fornire “supporto logistico” ad una missione “necessaria per evitare il radicarsi degli estremisti” che la stessa Francia ha definito – per bocca del suo ministro della Difesa – “molto difficile”.
Ma ‘necessaria’ per scongiurare il terrorismo, ha ribadito il presidente Francois Hollande, che ha subito ringraziato Roma per il supporto. Ipotizzando che l’Italia metta a disposizione anche i suoi droni ‘predator’ . E mentre la Corte Penale internazionale apre un’inchiesta sui presunti crimini di guerra commessi nel paese dal gennaio 2012, sul campo le truppe francesi, dopo Bamako, hanno iniziato da stamattina a dirigersi anche verso il nord. Gli jihadisti di Ansard Dine si sono intanto affrettati a ridimensionare la ‘avanzata’ del contingente transalpino, fornendo anche un video a ‘dimostrazione’ che la città di Konna è ancora loro.

