
Il presidente europeo della Trilateral eletto premier europeo dell‘anno
Mario Monti trionfa a Parigi, dove nella residenza del presidente dell’Assemblea nazionale francese, Bernard Accoyer, riceve il premio Trombinoscope come Europeo dell’anno 2011 (pur essendo stato complessivamente in carica poco più di due mesi), e soprattutto dove incassa consensi e plausi. Intanto, archiviato il vertice sul patto di bilancio, il premier torna a concentrarsi sulle prossime partite che attendono il Governo, a cominciare dal confronto con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro.
«ITALIA SOLUZIONE, NON PIU’ PROBLEMA» – È lo stesso Monti a sottolineare come le priorità di tutti debbano essere la crescita e la lotta alla disoccupazione, passando attraverso l’ammodernamento delle norme sui contratti «affrontando i problemi dei giovani che soffrono dappertutto, e nel mio paese in particolare, per la mancanza di lavoro». Insomma, economia politica, ma anche economia reale: «Bisogna lavorare nei mesi e negli anni a venire per dare sostanza a questa marcia dell’Europa verso la crescita che ritengo essenziale quanto la disciplina di bilancio», ha sottolineato il primo ministro. Quanto all’Italia, il Paese è ancora «in una situazione in cui poteva e può essere considerato un problema molto serio» per l’Europa e la zona euro, ma la speranza è che adesso «sia parte della soluzione e non del problema».
«PREMIO A TUTTI GLI ITALIANI» – Davanti alla platea riunita nella residenza del presidente dell’Assemblea nazionale francese, il capo del governo italiano incassa diversi complimenti, anche se la motivazione del premio («un italiano contro natura?») non è del tutto lusinghiera verso il Paese. Monti però dedica il premio a tutti gli italiani, perché hanno «accettato sacrifici così considerevoli» e per di più decisi non da chi è stato eletto, ma solo «nominato».
PARTITI PIU’ SERENI E UMANI – Intanto, però, la «nomina» di Monti pare aver dato respiro anche al clima politico, in Italia e forse non solo. Monti stesso auspica che il clima si rilassi e che i partiti ritrovino un clima di confronto più «sereno e umano di quello che ha causato questo imprevisto della storia» per quando, «al più tardi nella primavera del prossimo anno», il governo Monti «si ritirerà». Infine il premier ribadisce una volta di più di non amare la «definizione di governo tecnico o di esperti». Anzi, «ho cercato di fare del mio governo un governo politico, e ho fatto molti sforzi per convincere i partiti politici ad avere rappresentanti nel mio governo: non hanno accettato sfortunatamente. E non so ancora se ciò abbia rafforzato o indebolito il mio governo. Ci sono alcuni elementi di forza, alcuni di debolezza. Comunque credo sia una situazione inedita trovarsi in un Parlamento diviso nella sua composizione ma che collabora a sostenere il governo».

