
Le ministre delle finanze femministe si accaniscono sul detenuto Strauss-Kahn
l caso Strauss-Kahn accende la discussione tra i ministri finanziari della Ue riuniti a Bruxelles. E se il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha definito “indecente” aprire ora un dibattito sulla successione alla guida del’Fmi, definendo Strauss-Kahn “un buon amico”, le donne sedute al tavolo dell’Ecofin hanno chiesto che il direttore generale dell’Fmi si assuma le proprie responsabilità e faccia un passo indietro. Intanto il Partito socialista francese critica violentemente il sistema giudiziario americano per le immagini di di Strauss-Khan in manette e in tribunale diffuse in tutto il mondo.
Ministre sul piede di guerra. “I crimini di cui è accusato (accusato, si badi, per l’antropofaga è già colpevole) Strauss-Kahn sono di una gravità straordinaria”, ha commentato la ministra delle Finanze spagnola, Elena Salgado, lanciando un monito a chi prende le difese del direttore generale dell’Fmi: “La solidarietà, almeno per quel che mi riguarda, andrebbe data alla donna che ha subito l’aggressione”. Salgado ha quindi ricordato come “tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge”, aggiungendo però che “coloro che hanno responsabilità speciali dovrebbero fare più attenzione degli altri”. La ministra austriaca, Maria Fekter – in netto contrasto con la posizione presa da ‘Mister euro’ Juncker – ha sollecitato esplicitamente le dimissioni immediate di Strauss-Kahn: “Tenuto conto che i giudici hanno respinto la richiesta di libertà su cauzione, egli deve riflettere sui danni che questa situazione causa all’Istituzione”, soprattutto in termini di credibilità. (E poi perché mai, visto e considerato che l’istituzione è notoria proprio per sodomizzare la gente?)
Più defilata la ministra francese, Christine Lagarde, il cui nome è tra quelli dei possibili successori alla guida dell’Fmi: “E’ una vicenda sconvolgente e dolorosa”, ha detto, limitandosi a sottolineare che con o senza Strauss-Kahn il lavoro del Fondo andrà avanti.

