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Le Petit Clamart

La tragedia algerina

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Il 22 agosto 1962 falliva un serio tentativo di assassinio del presidente francese Charles de Gaulle.
L’attentato fu compiuto da una dozzina di uomini. Il suo nome in codice era Operazione Charlotte Corday, in riferimento all’assassinio di Jean-Paul Marat da parte di Charlotte Corday nel 1793.
Gli uomini coinvolti attendevano in agguato de Gaulle. Verso le 19:30, de Gaulle lasciò l’Eliseo a bordo di un convoglio composto da due motociclette e due limousine Citroën DS non blindate. Era a bordo del secondo veicolo con la moglie Yvonne, il genero colonnello Alain de Boissieu e l’agente di polizia Francis Marroux che era alla guida del mezzo. Il convoglio era diretto all’aeroporto di Villacoublay a Vélizy-Villacoublay, circa 20 chilometri a sud-ovest. Un elicottero lo attendeva per trasportare il Presidente alla sua residenza di campagna a Colombey-les-Deux-Églises.


Verso le 20:20, il convoglio presidenziale fu assalito da un gruppo armato di automatiche ed esplosivi sulla Route nationale 306. Cinque uomini a bordo di un furgone Renault Estafette giallo attendevano l’ordine di aprire il fuoco dal loro capo (il tenenente colonnello Jean-Marie Bastien-Thiry, in foto), che li aveva fatto segno con un giornale. Furono sparati più di 150 proiettili; in seguito furono contati 14 fori di proiettile nel veicolo. Nonostante la rottura degli pneumatici anteriori, Marroux mantenne il controllo del veicolo a sospensione idropneumatica e raggiunse l’aeroporto. Giunto a destinazione, de Gaulle commentò l’accaduto con le parole: “Questa volta, ci siamo andati vicino”.

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