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Le riforme da spavento

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ovvero l’unico podio di Monti

Nell’antica Grecia le Olimpiadi erano il veicolo per appianare talune divergenze, senza ricorrere allo strumento della guerra.
Tanto ciò è  vero che, in occasione della manifestazione sportiva, qualsiasi evento bellico era sospeso. Sarebbe interessante capire cosa passasse per la testa degli atleti; un secondo prima a “scannarsi” a colpi di xiphos e dory , un secondo dopo gareggiare con corse , pancrazio, pentathlon…
Comunque sia l’evoluzione dei Giochi, da quelli antichi a quelli moderni, a sempre comportato grandi vantaggi al Paese ospitante.
E’ vero, le spese organizzative erano e sono a carico degli Stati, ma è altrettanto vero che l’evento ha, tutte le volte, fatto da volano per la crescita economica dei siti ospitanti.
Caso a parte, che sarà oggetto di studio negli anni a venire, la mancata copertura, garanzia, avallo alla candidatura di Roma 2020, da parte del governo MM.
La sintesi del mancato “appoggio” è racchiusa nel: 
E’ quanto mai singolare un’affermazione di questo tipo.
Quali sarebbero, allora, le sinergie che lo Stato italiano (governo MM) apporterebbe alla causa della ripresa economica? Alla luce della decisione assunta, parrebbe nessuna; né in questo momento, le intenzioni dell’attuale esecutivo vanno oltre la riforma dell’art. 18.
Stesso dicasi per la credibilità del sistema Italia. Quello che tanti speravano dall’effetto osmosi (MM vs. economia italiana) non si è verificato; anzi, mentre il primo raccoglieva applausi a scena aperta da Strasburgo a New York, la seconda raccoglieva il secondo declassamento (downgrade) nel giro di poco meno di due mesi.
Alla faccia delle riforme da “spavento” adottate; per adesso gli unici a spaventarsi e tremare per il proprio futuro, siamo noi.
Viene il sospetto che l’artificiosa crisi, sarà prolungata sine die artificiosamente per permettere agli imperi finanziari (senza investire i loro capitali) di  ripianare i loro default a nostre spese.
 

 

 

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