
L’invasione è fuori controllo. Dobbiamo rassegnarci?
Mentre noi ci occupiamo oltre misura di quanto accade in Ucraìna e c’insultiamo come hooligans sulle performances di Putin, la Coalizione mondialista, allargata a tutto campo, aviazione russa compresa, aggiunge nel Vicino Oriente (Medio per gli angloamericani) un tassello al divide et impera, al riassetto strategico ed energetico del pianeta e al mosaico della guerra tra popoli e religioni che ha incubato a lungo nelle alte sfere americane prima di concretizzarsi.
Mentre qui si disquisisce filologicamente sui soviet russi e sull’antifascismo dell’est, da sud, e non solo da Lampedusa, ha luogo una vera e propria invasione che ci sta sommergendo.
Quest’invasione non comporterà soltanto grandi problemi sociali, economici, lavorativi e culturali ma sarà l’avvio all’annientamento del nostro stesso tessuto, com’è avvenuto altrove. E nelle pieghe di quella sciagurata impresa che è Mare Nostrum ci saranno terroristi salafiti, tagliagole di Isis & co che verranno a portarci il terrore santo nel nome di un Allah fatto in casa. Con devianze a cui non sono estranei i laboratori della Cia e del Mossad né le centrali di potenza teocatica.
In breve vivremo in Italia una situazione letteralmente disperata.
Come uscirne? Non certo con la semplice propaganda demagogica contro l’immigrazione, questa serve a prendere voti e, se lo si fa in un partito che ha eletti, a speculare, ma non a risolvere.
Serve qualcosa di organico e di efficace. Ovvero una linea precisa che si possa imporre al più presto. Sia alla portata dei quartieri popolari in prima linea in questo conflitto etnoculturalsociale voluto dagli schiavisti, dagli speculatori e dai centri decisionisti mondiali, sia a quella degli analisti, degli studiosi e dei politici.
Che linea? Una molto semplice
a) Rifiuto della propaganda buonista antirazzista – che è profondamente razzista e classista nonché suicida e stragista – e di tutti i sensi di colpa che si accompagnano al femminismo deviato, al rifiuto del padre e del vir, della forma e della gerarchia. (L’ideologia del gender è stragismo spirituale, ideale, culturale e biologico allo stato puro).
b) Risposta non Wasp ma umanista e condivisa dalle parti al conflitto etnoculturalsociale indotto dall’alto dove la guerra civile e il suo involucro razzista sono dei disegni ben precisi e documentati.
Da articolare come?
1) Denuncia pubblica e incessante delle vestali di questo buonismo che produce guerra civile e razzismi intrecciati.
2) Denuncia pubblica, incessante e documentata di tutte le associazioni assistenzialiste che, con i soldi del contribuente, si adoperano perché quest’invasione incontrollata non smetta, anzi cresca costantemente.
3) Battaglia per l’abolizione del cinque per mille nei confronti di qualsiasi associazione oggettivamente complice del traffico di uomini.
4) Richiesta della sospensione immediata del sostegno giornaliero in euro per gli immigrati e, in ogni caso, rifiuto della sua destinazione ad enti intermedi.
5) Appello alla Marina Militare perché si opponga alla continuazione della scelleratezza di Mare Nostrum, che oltretutto è già oggettivamente e incontestabilmente causa di oltre mille annegamenti. Obiezione di coscienza s’impone!
A tutto questo andranno poi sommate delle azioni politiche organiche e bilaterali con i paesi da cui fuggono i nuovi schiavi e con le loro componenti laiche, socialnazionali e musulmane in contrasto con le devianze salafite e affini.
Il problema va affrontato subito ma in modo organico, efficace e articolato.
Perché mentre c’interroghiamo su quel che significa soviet a Yalta e Dontesk, ogni minuto che passa il piano Kalergi, qui come lì, fa passi avanti nella sua realizzazione.
E, tanto per cambiare, è solo nell’autonomia compatta, empatica e sinergica con le altre culture, che si può partire alla controffensiva per il bene di tutti, tranne, ovviamente dei parassiti degli speculatori, dei seminatori d’odio e dei disturbati psichici che vivono di utopie hollywoodiane, magari credendosi anche anti-americani.
Bisogna rispondere sistematicamente, incessantemente e iniziando da ieri.

