Il caso siriano così diverso dai precedenti
Si sente una sostanziale indifferenza per quanto che sta per succedere in Siria.
Sarà che Saddam incarnava l’archetipo del “pericolo fascista” o che i taliban erano la scusa ideale, ma della Siria se ne fottono tutti o quasi.
Al di là di Gad Lerner che parla dei nuovi Hitler, eccetera, anche la tv di massa(ia) dedica poco spazio all’ennesimo episodio criminale che sta per consumarsi.
Dopo la finta uccisione di Bin Laden, il finto suicidio di Milosevic, le inesistenti armi chimiche irachene, pare non ci sia più bisogno di pretesti.
L’arroganza dello sbirro del mondo non ha leggi a giustificazione che non siano quelle della propria autoconservazione.
Neppure la menzogna di un capo di Stato che seminerebbe armi chimiche tra i propri cittadini inermi è recepita come tale.
Semplicemente, non è recepita da menti addomesticate ad obbedire, cavie flatulenti prigioniere consenzienti dell’eden dei liberatori.
Chi da sempre lotta per difendere terra e spirito dall’aggressione degli orchi, oggi, ancora una volta, ha una scelta di campo obbligata!
