Ha preso in mano un’Italia con qualche difficoltà e in pochi mesi l’ha portata all’ultimo posto in Europa
Le difficoltà dei 17 Paesi dell’area euro sono riassunte nel dato del suo Prodotto interno lordo. Secondo la stima flash di Eurostat, il Pil euro è calato dello 0,2% rispetto al primo trimestre ed è sceso dello 0,4% rispetto al corrispondente trimestre del 2011. Il calo è meno accentuato delle previsioni degli economisti, ma segna un peggioramento rispetto ai primi tre mesi dell’anno, quando si era avuto un Pil piatto sia sul trimestre sia rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. Nell’Unione europea, il calo del Pil è dello -0,2% congiunturale e dello 0,2% tendenziale dopo il +0% e +0,1% del primo trimestre. Per l’Italia la stima Eurostat è di -0,7% congiunturale e di -2,5% tendenziale. Per la Germania +0,3% e +1%, per la Francia +0% e +0,3%. Tra i 17 paesi dell’area euro, su base tendenziale l’Italia (-2,5%) presenta la terza peggiore performance: hanno fatto peggio solo Grecia (-6,2%) e Portogallo (-3,3%).
Lo scenario non lascia presagire al momento nessun recupero. A giugno, anche la produzione industriale è apparsa in flessione dello 0,6% mensile dopo il +0,9% di maggio. Su base annua si è registrato una flessione del 2,1%. Nei 27 paesi Ue invece si è avuta una flessione dello 0,9% congiunturale e del 2,2% tendenziale. Il dato mensile è stato caratterizzato da una flessione dell’1,3% dei beni capitali sia nell’Eurozona sia nella Ue, e da una contrazione dei beni di consumo non durevoli rispettivamente dello 0,7% e dell’1%. Per quanto riguarda i singoli paesi, i cali più rilevanti hanno riguardato Regno Unito (-2,5% congiunturale), Polonia (-2%), Estonia (-1,7%) e Italia (-1,4%), mentre i rialzi più consistenti della produzione hanno interessato Lituania (+18,6%), Slovenia (+2,9%) e Irlanda (+2,7%).
Se poi si valutano i dati tendenziali, l’Italia risulta la maglia nera dell’Europa. La produzione industriale italiana è crollata a giugno, quando, rileva Eurostat, ha registrato un -8,2% rispetto allo stesso mese del 2011. E’ il dato peggiore dell’intera Ue a 27 (-2,2%) e dell’Eurozona (-2,1%). In Germania la flessione è stata dello 0,4%, in Francia del 2,6%, nel Regno Unito del 4,6%.
L’area euro (EA17) include Belgio, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Malta, Olanda, Austria, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia.
EU27 include Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Olanda, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia e Regno Unito.
