Nasceva a ferragosto l’archetipo nazionalrivoluzionario
Dall’Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall’uno all’altro mar.
Il 15 agosto 1769 in Corsica, ad Ajaccio, nasceva Napoleone. A lui si deve il primo compiuto tentativo di uscire dalla spirale sovversiva senza allinearsi alla parodia d’ordine che le oligarchie finanziarie e le conventicole codine avrebbero tentato d’imporre con il sostegno delle banche Rothschild.
Il bonapartismo (che prende il nome da Bonaparte) fu l’archetipo del movimento nazionalrivoluzionario e di tutto quanto appare inviso ed odioso ai beccamorti di ogni colore.
La Santa Finanza che ebbe solo militarmente ragione di lui e che dovette comunque faticare per un secolo e mezzo prima di sconfiggere i popoli, oggi domina con i suoi finanzieri e i suoi commis, come Monti e affida la regia del suo dominio alla Commissione Trilaterale, di cui lo sceriffo che ci spenna è stato fino a pochi mesi fa il presidente europeo.
O Napoleone o i Rothschild: la scelta di campo è rimasta la stessa.
