
L’uomo che abbatté Bob Kennedy
17 aprile 1969: Sirhan Bishara Sirhan viene condannato per l’omicidio di Bob Kennedy, fratello di John, candidato favorito nella corsa alla Casa Bianca. Sirhan era stato catturato in flagrante quel 5 giugno 1968 benché fosse in stato confusionale e non vi fosse certezza che avesse sparato lui.
Sirhan Bishara giustificherà quell’omicidio che ammetterà di aver commesso con l’intento di vendicare la Palestina e il mondo arabo dal sostegno offerto a Israele dagli Usa nella Guerra dei Sei Giorni e questo malgrado il bombardamento da parte israeliana dell’US Liberty con l’uccisione di 34 soldati americani.
Da subito si parlerà di utilizzo di Sirhan da parte dei servizi segreti; d’altronde cinque anni prima era stato assassinato il presidente John Kennedy vittima di un palese complotto e la famiglia intera ha rapporti non sempre idilliaci con la Mafia e con il mondo dell’Alta Finanza.
Nel 1997 la tesi verrà espressa addirittura nel film Ipotesi di complotto di Richard Donner, interpretato da Mel Gibson e Julia Roberts. Nel film Gibson recita la parte di un agente della Cia pentito che cerca di svelare al mondo i retroscena. Fa l’elenco dei killers utilizzati dalla Cia sostenendo che siano tutti con un doppio nome di battesimo perché questo favorirebbe lo sdoppiamento di personalità e dunque la possibilità di essere manipolati. Sirhan Bishara viene inserito quindi nell’elenco,
Il 30 giugno del 2003, Lawrence Teeter, in un tentativo di garantire a Sirhan Bishara un nuovo processo, affermò che era stato ipnotizzato per sparare a Bob Kennedy, che non avrebbe potuto colpire il senatore da dove si trovava e che una serie di misure illegali e persecutorie contro i suoi avvocati erano state messe in atto per impedir loro di far emergere la verità. Benché la sua tesi fosse ampiamente argomentata la sua richiesta fu respinta.