
Polaris ha intervistato l’Ambasciata ungherese sulla Nuova Costituzione
Il 16 aprile, al Centro Culturale Aldo Fabrizi, via Corinaldo snc, Roma, il Centro Studi Polaris ha intervistato l’Addetto agli Affari Europei, Mark Aurel Erszegi sul tema “L’Ungheria e l’Europa: identità e confronto.” Al centro dell’incontro la Nuova Costituzione ungherese che ha subito una serie di critiche per i suoi riferimenti metafisici, per la decisione di mantenere un controllo sulla Banca Centrale, per i riferimenti alla famiglia, per la decisione di tutelare la musica e la cultura ungherese e di spingere i media ad educare alla gioia della vita e non alla disperazione.
Alla fine dell’incontro il caporedattore della Rivista Polaris ha ricordato la tenacia e il coraggio del popolo e della nazione ungherese e ha sostenuto che Budapest 1956 ha inferto al comunismo una ferita dal quale non è più guarito e ha infuso in tutta Europa un sogno europeo che non ha nulla a che vedere con la Bce. Oggi – ha proseguto – ci fornisce ancora l’esempio e forse proprio dall’Ungheria giungerà la ferita fatale all’attuale comunismo capitalista global

