Che perlomeno in qualcosa di politica estera mantiene il decoro smarrito altrove
La maggioranza rischia di spaccarsi alla Camera sul riconoscimento della Palestina e nella minoranza dem si riacuiscono le fibrillazioni per la posizione assunta dal governo. Non c’è, infatti, una mozione unitaria da approvare in aula, ma due documenti differenti: uno è di Ap-Ncd più Scelta civica; l’altro è del Pd (già sconquassato dallo scontro finale interno sulla riunione convocata dal premier al Nazareno). L’esecutivo ha fornito il placet a entrambe, e nella sinistra Pd c’è chi non gradisce. La proposta di Area popolare non prevede espressamente il riconoscimento diretto della Palestina ma lo subordina a un primo passaggio. Impegna, infatti, il governo “a promuovere il raggiungimento di un’intesa politica tra il gruppo islamico Hamas e il suo antagonista laico Al-Fatah che, attraverso il riconoscimento dello stato d’Israele e l’abbandono della violenza determini le condizioni per il riconoscimento di uno Stato palestinese”.
La mozione del Pd è invece più esplicita sulla strada del riconoscimento dello Stato palestinese. Il testo presentato dai dem impegna il governo “a continuare a sostenere in ogni sede l’obiettivo della Costituzione di uno Stato palestinese che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo stato d’Israele, sulla base del reciproco riconoscimento e con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo”.
