giovedì 19 Febbraio 2026

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L’infedele ritrova la sua giusta dimensione

Roma – No al burqa perchè mortifica la dignità della donna e rappresenta un problema anche sul fronte della sicurezza. Nel centrodestra da Gianfranco Fini ad Umberto Bossi sono tutti d’accordo: Sarkozy ha fatto bene, anzi benissimo, a non fare marcia indietro, imponendo il divieto di indossare il burqa e il niqab, ovvero il velo islamico integrale e quello che lascia scoperti soltanto gli occhi.
Fini rilascia un commento una volta tanto gradito alla Lega. «Un divieto giusto, opportuno e doveroso – dice il presidente della Camera – In ragione di un valore che è quello della nostra Carta Costituzionale, relativo alla dignità della donna che non può essere sottoposta a violenze o comportamenti indotti da gerarchie diverse da quelle della legge».  (Peccato che la legge impedisce di indossare il velo che la donna lo voglia o no
All’interno della maggioranza le perplessità riguardano soltanto la necessità o meno di una legge specifica, visto che in realtà in Italia il “mascheramento“ totale del volto è già proibito come ad esempio fa notare il presidente della Regione Piemonte, il leghista Roberto Cota. «In Italia esiste una norma che stabilisce che non si può andare in giro mascherati – ricorda Cota – quindi basta che si applichi il principio contenuto in essa». (Ed infatti una legge contro il velo islamico sarebbe inutile e per forza di cose verrebbe dichiarata incostituzionale dalla Consulta alla prima occasione. Se è già vietato coprirsi il volto, perchè dovrebbe essere “più vietato” per la donna islamica? Insomma, razzismo allo stato puro quello di Fini, peccato che quelli che da sempre blaterano di discriminazione, quando finalmente se ne ritrovano una vera sotto gli occhi si girano dall’altra parte…

Spesso però, prosegue il governatore del Piemonte, «si interpreta la legge in modo non chiaro» e dunque si cerca di aggirare il divieto rivendicando il diritto alla libertà religiosa. (Ci dovrà pur essere un minimo di differenza fra chi si copre per commettere una rapina, o per proteggere la propria latitanza, da chi invece lo fa per seguire la propria religione) Proprio per questo la Lega ha messo a punto un ddl specifico per vietare il velo islamico integrale che verrà presentato domani alla Camera. «Il nosto ddl è identico a quello francese – spiega il capogruppo della Lega Nord a Montecitorio, Marco Reguzzoni – Dobbiamo approvarlo anche noi in modo da rendere più difficile alla Commissione europea contestarne la validità ed i principi». Per Reguzzoni è necessario dare un segnale anche agli altri paesi della Ue. «Costringere una ragazza a celare il proprio volto è una pratica che non fa parte della cultura e dei valori della Ue – dice Reguzzoni – Viste anche le dichiarazioni di Fini auspico che l’iter del provvedimento possa essere molto breve». (Ovviamente dicono che lo fanno per tutelare quelle ragazze islamiche oppresse dalle famiglie. Già, come se la soluzione dei padri-padroni non sarebbe subito quella di tenerle direttamente segregate in casa) Ma una proposta di legge pronta per essere varata è già da tempo all’esame della Commissione Affari Costituzionali della Camera, relatrice proprio la finiana Souad Sbai, che da sempre si batte contro il fondamentalismo in difesa dei diritti delle donne immigrate ed è convinta sia necessaria una legge specifica.
«Adesso il divieto deve essere approvato anche in Italia – dice la parlamentare di Futuro e Libertà – Non dobbiamo avere paura: proibire il velo integrale significa compiere un nuovo passo nella direzione della tutela dei diritti di tutte quelle donne sottomesse e segregate». Inaccettabile per la Sbai cercare di far passare la tesi che vede nel burqa un simbolo della libertà di religione e che definisce una“ libera scelta“ quella delle donne che lo indossano. «Si tratta di donne imprigionate alle quali il velo spesso è stato imposto. (spesso, appunto. Se fai una legge che viola la libertà della donna – di scegliere -, non dire che la fai per tutelare la sua libertà) Se è vero che oggi in Italia le donne che indossano il velo integrale sono poche, è altrettanto vero che il Parlamento ha il dovere di dare una linea di indirizzo al paese – insiste la Sbai – Ha ragione il ministro Carfagna: noi salviamo le poche di oggi per salvaguardare le seconde generazioni e operare a favore di un’integrazione vera». (Futuro e Libertà. Il “futuro” è occuparsi di problemi inesistenti, la “libertà” è fare leggi inutili, per vietare una cosa che è già vietata)
Il presidente dei senatore Pdl, Maurizio Gasparri, sottolinea che il divieto serve anche a «garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini». (Non ci vorranno per davvero far credere che le nostre città sono insicure per colpa delle donne islamiche che si aggirano pericolosamente per le strade! Una visitina in qualche quartiere off-limits…ed altro che burqa signor ministro! Ma stiamo tranquilli: tra un losco individuo incappucciato ed una donna islamica con burqa, bambini e borsa della spesa, grazie a questa legge, il poliziotto potrà tranquillamente decidere di fermare la seconda che viola una specifica legge e lasciar via libera al primo)
Tutti d’accordo contro il burqa quindi? Sì, nel centrodestra. Ma a sinistra Pierluigi Bersani liquida la questione come di secondaria importanza. «Occorrono norme civili che garantiscano la riconoscibilità dei cittadini -dice il leader del Pd- Ma la questione del burqa non mi pare una priorità in questo momento». (Dalla padella alla brace: dopo la tessera del tifoso, ecco che Bersani propone la tessera del cittadino. Ma garantitevi voi!)

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