
I russi baccettano gli americani e il loro modo di reclutare spie
Sulla vicenda del diplomatico americano e presunto agente della Cia, fermato a Mosca per il supposto intento di reclutare almeno un cittadino russo come ‘talpa’, il Cremlino ha espresso tutta la propria “sorpresa” per le “maldestre” e “goffe” attivita’ spionistiche degli Stati Uniti in Russia: una bordata che ha capovolto l’atmosfera di una giornata in cui i due governi erano sembrati propensi a non inasprire ulteriormente i toni. La ‘guerra di spie’ ha toccato non poco i delicati fili della diplomazia tra i due paesi e Obama potrebbe compiere una visita ufficiale a Mosca il 3 e 4 settembre, alla vigilia del vertice del G20 a San Pietroburgo il 5 e il 6. E il 20 e il 21 maggio sara’ a Washington il consigliere del Cremlino per la Sicurezza Nazionale, Nikolai Patrushev. Potrebbe essere latore di una risposta di Putin alla lettera inviatagli un mese fa dal presidente Usa con nuove proposte in campo militare.
“Siamo a dir poco sorpresi”, ha sottolineato oggi Yuri Ushakov, consigliere del presidente Vladimir Putin per la politica estera, “per questo tentativo di reclutamento estremamente rozzo e impacciato”: tanto piu’, ha aggiunto, dopo l’impegno di ambedue i Paesi per migliorare la collaborazione bilaterale, assunto in occasione della recente visita nella Federazione del segretario di Stato americano John Kerry, e rafforzato dai contatti diretti tra lo stesso Putin e l’omologo Barack Obama.
In mattinata il vice ministro degli Esteri russo, Serghei Ryabkov, aveva consegnato una nota di protesta all’ambasciatore statunitense, Michael McFaul, che al termine dell’incontro non aveva rilasciato dichiarazioni. Nel primo commento esplicito sulla vicenda il portavoce presidenziale Dmitry Peskov si era invece limitato ad affermare che “non e’ un contributo al processo di ulteriore rafforzamento della fiducia reciproca tra la Russia e gli Usa per portare i nostri rapporti ad un livello qualitativamente nuovo”. Nessun accenno, peraltro, alle possibili rappresaglie che spesso accompagnano episodi simili.
Ryan Fogle, ufficialmente terzo segretario dell’ufficio politico presso l’ambasciata americana, era stato sorpreso mentre offriva un anticipo di 100.000 dollari a un agente dell’Fsb, l’ex Kgb, in cambio di informazioni. Dopo un breve interrogatorio era stato consegnato alla sua legazione e dichiarato ‘persona non grata’, con contestuale richiesta di un immediato rimpatrio. Secondo il quotidiano ‘Kommersant’, Fogle stava cercando di ottenere elementi gli attentatori di Boston, i due fratelli Tsarnaev, originari dal Caucaso settentrionale.

