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Miei cari prudenti

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Processo Stormfront. La cautela e la smania di accettazione non aiutano noi ma solo il grande fratello

Alla vigilia di San Valentino quattro persone, Viola, Ciampaglia, Masi, Scarpino, carcerate da qualche mese per reati d’opinione, si sono viste rinviare a giudizio e negare la libertà provvisoria.
Si tratta di quattro cittadini italiani che scrivevano sul sito Stormfront.
Su noreporter e sulla mia pagina di facebook mi sono fatto veicolo di una petizione già in corso che ne richiedeva il rilascio.
Sarà stata la distrazione per la fiction elettoralista o sarà stato il fascino dei gossip masturbatori che accompagnano la dimissione del Papa, fatto sta che il mio invito, a differenza del solito effetto valanga, è stato ripreso poco o niente.
Sarà stata la distrazione o piuttosto dobbiamo registrare il trionfo della prudenza e del timore?
I quattro infatti sono accusati di razzismo. Una parola che oramai suona come pedofilia, una parola che si fugge come un marchio d’infamia, pena la non rispettabilità e la non accettazione, la “scomunica” dal consesso salottiero.
Se questo è il motivo di tanto poca risposta all’appello liberatorio allora siamo davvero in gravi condizioni e ci meritiamo Monti.
Io non ho letto quello che hanno scritto gli imputati e nemmeno m’interessa più di tanto.
Mi sono fatto promotore di battaglie di libertà in tutte le direzioni; mi sono espresso a favore di perseguitati rossi, di Dorigo, della Baraldini e della Petrella e, sempre per ragioni di equità giuridica, anche contro l’estradizione di quel verme di Cesare Battisti.
Non entro dunque nel merito che oltretutto non conosco, anche perché se degli imputati di pensiero lo fossero per cose orrende, come la negazione delle Foibe o il razzismo antifascista, mi mobiliterei comunque perché fossero liberati non essendo io compatibile con la gendarmeria mentale:
Non entro quindi in merito benché abbia spiegato più volte che con “razzismo” s’intende tutto e niente e che accettare quindi d’intendere come tale proprio quello che hanno deciso i mastri sovversori significa anche accettare di aver perso la battaglia delle parole, dei concetti e della radice – etimologica e non solo – della lingua. E significa, in questo campo come in tutti quanti gli altri (nazione, patria, economia, sangue, cultura, universalità, identità) rimuovere le basi da cui si dipana gerarchicamente un pensiero, per rovesciarsi infine nei cestini del relativismo dove ci si spegne in una vera e propria cacotanasia.
Se il motivo della mancata firma alla petizione per i quattro prigionieri del pensiero è quindi il timore di essere assimilati a loro e al disprezzo sociale che li vede oggetti, se il motivo della mancata firma alla petizione è che ci si preoccupa del grande fratello fino ad avvicinarglisi affettuosi e ammiccanti o quantomeno fino a nascondersi nella mancata presa di posizione, allora davvero ci meritiamo Monti e tutto quel che seguirà.

Per chi avesse cambiato idea:
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http://firmiamo.it/no-reato-d-opinione–viola-ciampaglia-masi-scarpino-liberi

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