
Gli studenti rigettano il picchetto partigiano
Presidio anti-fascista con polemica al liceo Giulio Cesare. L’iniziativa, organizzata dalla Federazione degli studenti per protestare contro i blitz nelle scuole del blocco studentesco e di lotta studentesca, e appoggiata dall’Associazione nazionale partigiani, non è andata giù ai liceali di corso Trieste che dicono “ci dissociamo, la scuola ce la difendiamo da soli”. E’ finita con i ragazzi del Giulio Cesare stipati a protestare sul marciapiede del loro istituto e i partigiani con i ragazzi di Fds dall’altro lato della strada.
“Ci dissociamo da questa iniziativa – spiega Gabriele, uno studente del liceo – perché la nostra protesta non ha colore e la scuola ce la difendiamo noi come studenti, non vogliamo essere strumentalizzati. Abbiamo indossato magliette bianche l’altro giorno proprio per dire che non abbiamo colore. Siamo qui anche contro il ddl Aprea e contro i tagli e ciò che è successo l’altro giorno è stato solo la molla per tirare fuori una protesta che comunque ci sarebbe stata”.
Protesta che è al terzo giorno e prosegue oggi con una assemblea a Villa Paganini (molti studenti non stanno entrando) e domani con la “partecipazione insieme ai docenti al ‘No Monti day'”. Una novità per il Giulio Cesare che dal 1999 ad oggi, confermano i ragazzi, “ha partecipato al massimo due volte in blocco a cortei di protesta”.
Ferma la contestazione all’Anpi, intanto, “qui non vogliamo nessuno” dicono i ragazzi che provano a boicottare e oscurare
il presidio dei partigiani. E qualcuno si spinge oltre: “in nome dell’anti-fascismo sono state uccise un sacco di persone”. E poi “io non sono anti-fascista”, si lascia scappare un altro ragazzo, in un momento di tensione. “Usano la nostra immagine e le nostre scuole per fare politica – contestano i ragazzi – si fanno la foto davanti al nostro liceo e noi non lo vogliamo”.
Prova a stemperare il presidente dell’Anpi di Roma, Vito Francesco Polcaro: “E’ normale che i ragazzi a questa età vogliano essere autonomi e che vogliano avere la loro autonomia. La nostra è solo un’adesione. Siamo qui per dire il nostro no ad azioni come quelle del blocco o di lotta studentesca”.
Buon compleanno Walter Spedicato!

