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Riesce a fare più brutta figura di Monti e Terzi sui nostri Marò

 

Voleva essere «un piccolo contributo, con grande rispetto per le autorità indiane» alla ricerca di una «soluzione» per i due marò trattenuti da febbraio nel Paese. Così Luca Cordero di Montezemolo aveva motivato la decisione di apporre una bandiera della marina militare italiana sotto al numero sul telaio delle Ferrari per il g.p. di Greater Noida, 50 km a nord di New Delhi.

LA PROTESTA DEL GOVERNO INDIANO – Ma il governo indiano non ha gradito l’iniziativa: «Utilizzare eventi sportivi per promuovere cause che non sono di quella natura significa non essere coerenti con lo spirito sportivo». Così si è espresso il ministero degli Esteri del paese asiatico. Aggiungendosi a un’associazione di pescatori che aveva protestato per l’iniziativa di casa di Maranello: «Il fatto che abbiano permesso di mettere la bandiera italiana sulle vetture è un affronto alla società indiana e una sfida alla nostra comunità» aveva detto il presidente del Forum Nazionale dei Pescatori.

LA CONTRARIETA’ DI ECCLESTONE- Anche il patron della F1 Bernie Ecclestone è intervenuto sulla questione, sostenendo che lo sport non ha nulla a che fare con questioni «politiche». Conversando con i giornalisti nel circuito di Greater Noida dove sono in corso le prove del Gran Premio, Ecclestone ha aggiunto che «la competenza per questa questione è delle federazioni nazionali»..

«NESSUNA VALENZA POLITICA»- La Ferrari è infine tornata sull’argomento smentendo qualsivoglia «valenza politica». Ecco il comunicato pubblicato sul sito ufficiale delle “Rosse”: «Il Tricolore della Marina Militare sulle monoposto della Ferrari al Gran Premio dell’India rappresenta un omaggio ad un’eccellenza del nostro Paese. Nel massimo rispetto delle autorità indiane, la Ferrari ribadisce che quest’iniziativa non ha e non vuole avere alcuna valenza politica».

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