
Mentre solo qui da noi è un derby accanito, da loro è consociativismo e il Cremlino beffa Budapest che gli aveva dato ascolto
Mentre l’Ungheria ha tagliato le forniture di gas all’Ucraina, Kiev e Mosca hanno trovato un accordo di massima per la ripresa di quelle russe. In base a quanto reso noto dal commissario Ue all’energia Guenther Oettinger dopo un incontro a tre a Berlino, l’Ucraina pagherà entro fine anno 3,1 miliardi dollari di arretrati al colosso russo Gazprom, il quale è disponibile a fornire cinque miliardi di metri cubi di metano a Kiev. Si tratta di un “accordo preliminare” che andrà esaminato dai governi di Kiev e Mosca, ha precisato Oettinger, preannunciando un nuovo round di negoziati a tre per la prossima settimana. La Russia aveva fermato le sue forniture all’Ucraina a giugno: Kiev rifiutava di aderire alla nuova formula di prezzo proposta da Mosca, la quale rivendicava anche 5,3 miliardi di dollari di arretrati.
Sempre oggi, l’operatore ungherese dei gasdotti Fgsz ha annunciato la sospensione delle forniture all’Ucraina attraverso il cosiddetto “flusso inverso” (“reverse flow”) di gas russo. Qualche ora dopo il governo di Budapest aveva evocato la necessità di aumentare le proprie riserve. E pochi giorni fa nella capitale magiara si erano incontrati il primo ministro ungherese, Viktor Orban, e il numero uno del gigante del gas russo, Alexei Miller, che avevano concordato “un forte volume di fornitura di gas al fine di permettere all’Ungheria di aumentare i suoi stock”.
Fgsz ha motivato il blocco delle forniture all’Ucraina con l’aumento della domanda interna di gas in Ungheria e con la necessità di effettuare lavori di manutenzione presso la stazione di transito del gas di Beregdaroc, alla frontiera tra Ungheria e Ucraina, in vista dell’accresciuto flusso in entrata. Fgsz ha sostenuto inoltre di aver fornito ogni giorno 16,8 milioni di metri cubi di gas all’Ucraina a partire da marzo 2013.
Il gruppo energetico ucraino Naftogaz ha espresso “profondo rammarico” per la decisione “inattesa e inspiegata” dell’operatore ungherese e ha fatto appello a Fgsz affinché “rispetti i suoi impegni contrattuali e la legislazione dell’Unione europea”, ristabilendo il flusso tra Ungheria e Ucraina nelle due direzioni. Secondo il gruppo ucraino, la decisione “va contro i principi fondamentali del mercato unico dell’energia dell’Ue”.
In un’intervista pubblicata oggi, il ministro russo dell’Energia, Alexander Novak, ha affermato che i paesi Ue sono vincolati contrattualmente a non ri-esportare il gas acquistato dalla Russia e ha minacciato d’interrompere le forniture se questo impegno non verrà rispettato: “Noi speriamo che i nostri partner europei restino ligi agli accordi. Questo è l’unico modo per garantire che non vi saranno interruzioni nelle forniture di gas ai consumatori europei”.

