
L’agonia europea può essere superata ma serve una volontà che sembra smarrita
Quello che sta succedendo in questi giorni tra gli Stati aderenti all’Unione Europea lo avevamo previsto. Di fronte all’attacco speculativo contro la moneta unica, il traballante edificio mercantile, sta incominciando a sgretolarsi in un penoso tutti contro tutti.
La presunta ostilità della Germania contro la Grecia in realtà cela da una parte l’ottusità tedesca nel non voler comprendere che così com‘è la situazione l’Unione Europea non può reggere ancora a lungo: senza una ridefinizione dei Trattati ed un’unità politica si va incontro solo ad una lenta agonia, sotto il cappio dei mercati.
Dall’altra gli USA possono gongolare, perché con Sarkozy e Monti a fare da quinte colonne, il risultato di ridurre l’Europa in una situazione simile al periodo prima del Congresso di Vienna, appare a portata di mano.
D’altra parte questa Europa è indifendibile : stritola gli interessi nazionali degli Stati membri imponendo un liberismo dirigista che impedisce di fatto ogni tipo di crescita economica, consente ai prodotti extraeuropei (Cina in primis) di soppiantare le produzione europee, costringe gli Stati a rincorrere la logica dell’indebitamento verso gli speculatori internazionali senza pensare neppur a forme di intervento di difesa e da ultimo, scarica un Paese membro come la Grecia , alle prime avvisaglie di difficoltà.
L’Italia ha poco da sorridere: la prossima vittima di questo gioco al massacro siamo noi e da euroentusiasti del 2001 ci troveremo a maledire l’Euro e l’Unione Europea .
La classe politica europea non ha la forza né la capacita’ di liberarsi della burocrazia tecnocratica di Bruxelles e di prendere due o tre semplici iniziative: proporre un’unità politica confederale dell’Unione, armonizzare fiscalmente gli Stati membri, fare sì che la BCE sotto controllo politico dell’Unione politica sia prestatore di ultima istanza e introdurre di dazi doganali per l’import extraeuropeo.
Il deficit pubblico dei singoli Stati andrebbe coperto con gli Eurobond che dovrebbero però azzerare il debito precedente dovuto ai mercati internazionali. Una sorta di default collettivo europeo “pilotato” che potrebbe poi, far ripartire l’economia europea con nuovi investimenti europei.
Ciò permetterebbe all’Europa di non disgregarsi , ma anzi di darsi finalmente una struttura su base continentale fuori dal cappio della finanza angloamericana.