martedì 3 Marzo 2026

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Il governo Letta lanciatissimo verso la ricchezza nella diversità

 

Tra i tanti capolavori del neonato Governo Letta, fotocopia del precedente Governo Monti, con lo stesso Presidente fotocopia Napolitano ( o forse è Breznev impagliato boh?) , abbiamo , gaudete o popolo, anche il primo Ministro di ”colore”.
Anzi no, ci siamo sbagliati perché lei stessa sull’Huffington Post giustamente ci tiene a precisare che : “Sono nera, italo-congolese, appartengo a due paesi e a due culture che sono entrambe dentro di me. Non posso definirmi completamente italiana né completamente congolese, ma è proprio questa l’importanza della diversità”.
Benissimo, apprezziamo senz’altro che alla faccia dei soliti professionisti del politically correct de noantri, la Ministra abbia rimesso a posto la bislingua orwelliana, e apprezziamo anche che con estrema sincerità abbia detto che lei non si sente né completamente italiana né completamente congolese. Come se si potesse essere parzialmente italiani o parzialmente congolesi.
Peccato che l’hanno fatta Ministra del Governo della Repubblica italiana e qui le cose diventano un po’ più complesse e vanno ben aldilà del “colore “della pelle.
Per quale motivo qualcuno che non si sente e non può essere italiano in tutto e per tutto, in quanto oggettivamente non legato a generazioni di italiani che hanno una storia, una cultura ,civiltà e tradizioni comuni deve rappresentare il popolo italiano?
E se la Ministra si sente “metà congolese” vuol dire forse che dovremmo adottare usanze e tradizioni congolesi o che i congolesi semmai avessero un Ministro metà italiano dovrebbero adottare tradizioni italiche?
Forse tutto ciò si spiega solo in base al fatto che si vuole cancellare l’identità dei popoli, negarne la specificità, la storia, la peculiarità sia esso italiano o congolese, poco importa, comunque si deve negare una continuità. Si vuole snaturare quello che è in natura per creare l’ibrido, il meticcio, cioè colui senza patria , senza radici, senza Padre .
Che poi si spacci questo per “ricchezza nella diversità” quando queste “diversità” sono negate a priori , in quanto si auspica un nuovo modello “parzialmente identitario” è un controsenso logico e concettuale che ogni persona dotata di un minimo di intelletto saprà certamente cogliere.
Il melting –pot, dove tutti si è “parzialmente qualcuno” che il ceto parassitario politico e dell’intellighenzia nostrana vuole far passare come una favola bella e buona a lieto fine, è solo il preludio al riconoscimento che la nazionalità è un dato che non vincola più coloro che abitano e vivono in un dato paese da migliaia di anni , ma è anch’esso un dato precario, soggetto ai capricci degli “illuminati” che ci governano, da poter comprare al supermercato delle nazionalità, vendendo in primis la propria nazionalità originaria ed adottandone “parzialmente “ un ‘altra. Oppure più di una…
Tutto questo in una società che già nega il lavoro o lo ha reso precario, che si accinge ad idolatrare le coppie gay e la loro possibilità di adottare bambini: era rimasta la nazionalità, ma da oggi anche quella sarà precaria e “parziale”. Senza Dio, senza lavoro, senza figli e senza Terra. Non è un buon viatico ..se non per l’Inferno..

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