
Glencore salda est ed ovest come fecero al tempo della guerra fredda
Nove mesi fa, con un’operazione da 6,2 miliardi di dollari, Glencore International ha acquisito Viterra, primo produttore di grano del Canada. Ora l’accordo è stato approvato dall’ente di regolamentazione cinese perché il più grande commerciante al mondo di materie prime intende vendere cereali in Cina.
L’approvazione da parte del Ministero del commercio cinese, apre la strada al perfezionamento dell’accordo, che dovrà avvenire entro il 17 dicembre, con il versamento dei fondi stanziati agli azionisti di Viterra. In un comunicato ufficiale, Glencore ha accettato di acquistare Viterra fissando il prezzo in 16,25 dollari per azione.
La lunga marcia verso Oriente
L’acquisto di Viterra segna una nuova tappa nell’espansione a oriente dell’attività del gruppo Glencore, con sede in Svizzera, in particolare della divisione dedicata alle materie prime per l’alimentare. Glencore è il più grande commerciante al mondo di materie prime, quotato in borsa.
Dal grano al carbone: assalto alla Xstrata
Glencore è anche in attesa di un altro ok, sempre da parte del Ministero del commercio cinese. Questa volta nel piatto c’è un progetto di acquisizione del valore di 33 miliardi di dollari per controllare la società svizzera Xstrata, che opera nel settore del carbone. L’accordo per Xstrata richiede anche l’approvazione da parte dell’ente regolatore del Sud Africa. Dove però la Eskom, che fornisce il 95% dell’elettricità del Sud Africa, è già sul piede di guerra.
Niente di nuovo sotto il sole. Al tempo della “guerra fredda” le banche e le multinazionali occidentali sostenevano l’economia sovietica. Ora che si va verso il duopolio sino-americano, con tanto di complicità e di rivalità, si fa lo stesso.

