
Parola di esperto
Io sono figlio di rifugiati. I miei genitori vennero nel Regno Unito per fuggire da Hitler, altrimenti sarebbero morti. Patrioti più appassionati di loro è difficile immaginarli. Nulla di più normale, quindi, che sia convinto che l’Europa abbia il dovere morale di proteggere i rifugiati. Ma cosa pensare dell’immigrazione più in generale?
La globalizzazione non riguarda solo merci, servizi e capitali, ma anche le persone. I Paesi ad alto reddito, oltre che più ricchi, sono meno corrotti e più stabili degli altri. Non c’è nulla di strano che tanti desiderino emigrare in Occidente. Ma è difficile immaginare un tema più controverso. Le migrazioni sono la pietra di paragone del populismo di destra, basti pensare a Nigel Farage, Marine Le Pen o Donald Trump.
Qualcuno sostiene che i divari dei salari reali tra le varie parti del mondo sono la distorsione economica più grande di tutte. Secondo costoro, i movimenti di persone non sono in nulla diversi dagli scambi commerciali: l’umanità avrebbe tutto da guadagnare dall’eliminazione delle barriere. Il movimento di persone potrebbe essere smisurato e l’impatto sulle economie ad alto reddito, che contano solo un settimo della popolazione mondiale, altrettanto grande: però produrrebbe una massimizzazione della ricchezza.
Questi ideali cosmopoliti, tuttavia, sono in contrasto con il fatto che la nostra vita politica è organizzata in giurisdizioni territoriali sovrane. E sono incompatibili anche con il diritto dei cittadini di decidere chi può condividere i benefici di vivere insieme a loro.
Se i Paesi hanno il diritto di controllare l’immigrazione, il criterio dev’essere legato ai benefici per i cittadini attuali e i loro discendenti. I benefici per gli aspiranti immigrati, che sono il grosso dei benefici generati dalle migrazioni, contano meno.
E allora quali sono i benefici dell’immigrazione per i cittadini e i loro discendenti? Ci sono argomentazioni fondate sui numeri e argomentazioni (più convincenti) legate alle differenti caratteristiche.
È importante incrementare la popolazione? La risposta è sicuramente no. Aumentare semplicemente la popolazione in un Paese piccolo e prospero come la Danimarca non accrescerebbe il tenore di vita dei suoi cittadini e imporrebbe grossi investimenti e costi di congestione. L’unico beneficio di una popolazione più numerosa è che rende meno costosa la difesa.
Non è al numero, ma alle caratteristiche dei migranti che bisogna guardare. I sostenitori dei benefici di un’immigrazione su larga scala dicono che gli immigrati sono più giovani, costano meno, sono più motivati e portano una diversità preziosa. L’altro schieramento ribatte che anche i giovani invecchiano e che la diversità porta non solo vantaggi, ma anche svantaggi.

