Alla fine vince sempre quel signore lì, Ratko Rudic. Vent’anni fa al Montjuic con l’Italia, in una finale immensa con la Spagna. Oggi – ormai imbiancato dagli anni e dalle dodici Olimpiadi – all’Olympic Park di Londra con la Croazia, battendo, quasi schiacciando, gli azzurri che un tempo guidava lui. C’è un unico filo che lega questa lunga storia di amicizia e rivalità storiche, i croati hanno meritato e al gruppo Campagna resta un argento conquistato eliminando superpotenze come l’Ungheria e la Serbia. Per l’Italia è l’ultima medaglia di un’Olimpiade senza grandi protagonisti, ma chiusa con un bilancio migliore di Pechino: otto ori, nove argenti, undici bronzi, un podio più dell’avventura cinese.
Malgrado Napolitano, malgrado Draghi, malgrado Monti, malgrado Passera, malgrado Grilli, malgrado la Fornero, malgrado Abate, malgrado Prandelli, c’è un’Italia che non accenna ancora a morire.
