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O Benedetto!

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Nella persecuzione dei cristiani si dimentica proprio la più importante

 

Il Papa: «La Chiesa, in quest’Anno della fede, veda moltiplicarsi gli uomini e le donne che, come santo Stefano, sanno dare una testimonianza convinta e coraggiosa del Signore Gesù», auspica Benedetto XVI all’Angelus della festa di Santo Stefano, primo martire della Chiesa e dimostrazione, ha ricordato il Papa, che «i credenti chiamati a rendere testimonianza in circostanze difficili e pericolose non saranno abbandonati e indifesi».
Introvigne: «Le aree di rischio sono molte, se ne possono identificare sostanzialmente tre principali: i Paesi dove è forte la presenza del fondamentalismo islamico – la Nigeria, la Somalia, il Mali, il Pakistan e certe regioni dell’Egitto (guarda guarda manca qualcosa…)– i Paesi dove esistono ancora regimi totalitari di stampo comunista, in testa a tutti la Corea del Nord e i Paesi dove ci sono nazionalismi etnici, che identificano l’identità nazionale con una particolare religione, così che i cristiani sarebbero dei traditori della Nazione, penso alle violenze nello stato dell’Orissa, in India», ha spiegato.
«Certamente, in molti di questi Paesi andare a messa o anche andare al catechismo – in Nigeria c’è stata anche una strage di bambini che andavano a catechismo – è diventato di per se stesso pericoloso».
Ma se chi ha appena commesso la strage di cristiani in Nigeria è legato ad Al Qaeda ,come si fa a non sottolineare che la stessa formazione sta provando a “liberare” la Siria con le armi e il sostegno delle potenze occidentali e che i cristiani, come gli alawiti e come tante comunità sunnite sono a rischio di sterminio proprio a pochi chilometri dalle nostre coste?
Questo pavore e questo tentennamento sono vergognosamente imperdonabili.

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