venerdì 24 Aprile 2026

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Renzi in pochi mesi ha sperperato un capitale di credibilità

“È demoralizzante vedere che quando fanno i vertici che contano non ci invitano più”.
Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi non usa mezzi termini per asfaltare MatteRenzie il suo entourage governativo. L’ultimo vertice tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande sui destini della Grecia è solo l’ultimo, in ordine temporale, a cui il premier italiano non è stato chiamato a partecipare. Un’assenza che, come ha spiegato Squinzi a margine della visita del presidente del Senato Pietro Grasso alla mostra di Confindustria in Expo, è dettata dall’inconsistenza del nostro governo e alla marginalità in cui si è infilato il nostro Paese. “Personalmente – spiega Squinzi – non trovo giusta questa diarchia Merkel-Hollande e mi auguro che alla fine si ritorni nella giusta considerazione verso il nostro Paese”.

Le parole di Squinzi tratteggiano molto bene il dolore di un Paese che, da Monti in poi, è finito nel cono d’ombra di un’Unione europea sempre più a trazione tedesca, anche grazie alla diarchia con Parigi. L’instabilità degli ultimi governi e l’incapacità di presidenti del Consiglio, come Letta e Renzi, di imporsi sui tavoli che contano hanno portato Bruxelles a marginalizzare sempre di più Roma. “È inspiegabile che Hollande abbia più voce in capitolo di noi”, sostiene il leader degli industriali ammettendo di aver “difficoltà a capirlo soprattutto conoscendo l’andamento e i numeri della Francia”. Secondo Squinzi, invece, è “innegabile”che la Merkel possa parlare “da una posizione più forte”. 

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