Olè

0


Al voto segreto il governo dei commissari va giù

Il governo è stato battuto sull’emendamento del leghista Gianluca Pini che prevede la responsabilità civile dei magistrati. I voti a favore sono stati 261, 211 i contrari. L’esecutivo aveva espresso parere contrario all’emendamento che prevede, in particolare, che “chi ha subito un danno ingiusto per ef-fetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento” di un magistrato “in violazione mani-festa del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia”, possa rivalersi facendo causa allo Stato e al magistrato per ottenere un risarcimento dei danni. A pagare sarà dunque la toga. Ovviamente, il testo deve ancora avere l’ok del Senato. Immediata la polemica politica, col Pd che accusa il Pdl e la Lega di aver messo in atto un trucco e Di Pietro che afferma: “E’ una vendetta contro i magistrati”.

Severino: “No a norme spot”. Il ministro della Giustizia Paola Severino commenta a caldo l’esito del voto: “Il Parlamento ha votato ed è sovrano, ma confidiamo che in seconda lettura si possa di-scutere qualche miglioramento perchè interventi spot su questa materia possono rendere poco ar-monioso il quadro complessivo”. “Ci sarà una seconda fase”, aggiunge. L’auspicio è che “ci siano gli spazi per un’ulteriore riflessione sul tema, per riaprire il dialogo e verificare se vi siano soluzioni diverse”. Quanto alla posizione dell’esecutivo che oggi è andato sotto alla Camera,

il Guardasigilli, conversando con i giornalisti, spiega che “se l’emendamento si fosse limitato ad avere come unico oggetto il contenuto della sentenza comunitaria, la posizione del governo penso sarebbe stata quella di presentare un proprio emendamento avente quell’oggetto”. Ma il testo andava “oltre i contenuti della sentenza comunitaria ed era doveroso far presente che vi fosse della materia estranea”. Era un dovere “ineludibile” del governo che oggi ha dato, conformemente al relatore, pa-rere contrario alla proposta della Lega.

L’Anm: vendetta e intimidazione. Luca Palamara e Giuseppe Cascini, presidente e segretario dell’Associazione nazionale magistrati, parlano di “una forma intimidatoria e di vendetta verso il li-bero esercizio della funzione di giudice”, nonché di “un ennesimo tentativo di risentimento e di ri-torsione” nei confronti della magistratura. “E’ una norma incostituzionale – rileva Cascini – in con-trasto con i principi più volte affermati dalla Corte di Giustizia europea”, una “mostruosità giuridi-ca”che il Senato dovrà cancellare.  “Convocheremo per martedì prossimo un comitato direttivo cen-trale straordinario – annuncia Palamara in una successiva dichiarazione – per decidere sullo stato di agitazione e sullo sciopero contro la norma approvata oggi”.

Bersani: “Inaccettabile”. Per Pier Luigi Bersani, il voto di oggi è “inaccettabile”, un “gesto di to-tale irresponsabilità perché una questione importante non può essere affrontata così: è una risposta sbagliata nel metodo e nel merito”. Il segretario del Pd accusa il Pdl di aver usato “un vecchio truc-co”: “ha annunciato una cosa e ne ha fatta un’altra”. E’ per questo che a suo avviso l’esecutivo deve chiarire con le forze che lo sostengono che non possono tenersi le “mani libere”. “Il governo ora deve porsi un problema, non può esserci chi lo sostiene con fermezza e lealtà e chi si tiene le mani libere”, avverte Bersani, secondo il quale “serve un chiarimento, al Senato la norma va corretta, non possiamo assistere al riemergere di vecchie maggioranze che si parli di Rai o di giudici”.

Di Pietro: “Vendetta contro i magistrati”. “Alla Camera – commenta Antonio Di Pietro – si è commesso l’ennesimo delitto, una vendetta e un ammonimento contro i magistrati”. E avverte: “Ho paura che questa volta, dopo vent’anni, non ci sarà solo una Mani Pulite giudiziaria, ma una nuova Mani Pulite del popolo che alzerà i forconi”. Per il leader dell’Idv a Montecitorio si è consumato “un atto di vendetta, un’ammonizione ai giudici perché si limitino a fare i notai e i passacarte”. “E’ stata una prevaricazione incostituzionale – continua Di Pietro – nei confronti della magistratura. Sotto Monti è avvenuto ciò che neppure Berlusconi era riuscito a fare. Dietro il voto segreto una maggio-ranza oscura ha compiuto un atto da P2 parlamentare. Ci sono almeno 50 traditori che hanno votato in modo diverso rispetto ai loro gruppi. Idv, Pd, Udc e Fli eravamo contrari”.  L’ex Pm invita poi il Presidente della Repubblica a un attento vaglio del provvedimento: “Napolitano ci pensi prima di firmare”, è l’invito di Di Pietro.

Alfano: 50 sì a sinistra. “Chi sbaglia paga, anche i magistrati”, dice su twitter il segretario Pdl, An-gelino Alfano. Che ribatte alle accuse del Pd: “A sinistra c’è grande indignazione, però a scrutinio segreto almeno 50 di loro hanno votato a favore della norma sulla responsabilità dei magistrati”. E il capogruppo Pdl, Fabrizio Cicchitto. “Gli attacchi al Pdl da parte di Bersani e di Franceschini sono del tutto ingiustificati. Si è trattato di un voto libero, dato a scrutinio segreto che ha coinvolto tutti i gruppi parlamentari al di fuori di ogni schema precostituito. D’altra parte i numeri parlano chiaro: coloro che hanno votato a favore dell’emendamento sulla responsabilità civile dei giudici sono molti di più della somma dei deputati presenti in Aula appartenenti da un lato al PdL e a Popolo e Territo-rio e dall’altro alla Lega. Il gruppo dirigente del Pd deve prendere atto della sensibilità esistente su questo tema nei vari gruppi parlamentari, compreso il Pd”.

Catricalà: “Non ci saranno ripercussioni sulla maggioranza”. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà ha dichiarato di non credere che l’approvazione dell’emendamento “porterà problemi alla maggioranza”. “Il ministro Severino – aggiunge – ha detto che questa norma dovrà essere modificata al Senato: il ministro competente è lei, noi siamo con lei”.

L’emendamento. Il testo rivede la legge del ’98 prevedendo che “chi ha subito un danno può agire contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale. Costituisce dolo il ca-rattere intenzionale della violazione del diritto”. Il testo stabilisce che “ai fini della determinazione dei casi in cui sussiste una violazione manifesta del diritto, deve essere valutato se il giudice abbia tenuto conto di tutti gli elementi che caratterizzano la controversia sottoposta al suo sindacato con particolare riferimento al grado di chiarezza e di precisione della norma violata, al carattere inten-zionale della violazione, alla scusabilità o inescusabilità dell’errore di diritto”. Il costo è previsto di 2,45 milioni per il 2011 e 4,9 milioni a regime a decorrere da quest’anno.
 

Nessun commento

Exit mobile version