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Orgoglio sardo

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C’è chi non cede ai liberatori

 

Tre marines americani gli hanno distrutto l’auto e adesso Giovanni Agostino Tamponi, cittadino sardo residente ad Olbia, chiede giustizia e li porta in tribunale. E’ l’Unione Sarda a seguire la vicenda e a raccontare quanto accaduto quella folle notte del primo dicembre 2005: i tre militari statunitensi, di età compresa tra i 29 e i 38 anni, a quanto sembra reduci dalla guerra in Iraq, escono da un pub del centro storico di Olbia dopo aver alzato un po’ troppo il gomito, e si recano in via De Filippi, dove è parcheggiata l’automobile dello sfortunato cittadino.
I tre americani decidono così di accanirsi sulla vettura, e come se non bastasse uno dei tre marines prende anche la videocamera e riprende la scena che immortala il suo collega in preda ai fumi dell’alcol salire sulla Fiat Uno del cittadino sardo e saltare ripetutamente sul cofano e sulla cappotta. Il video, spiegheranno poi i tre militari, doveva essere poi postato su YouTube per gioco e mostrare la loro bravata al mondo intero. Il proprietario dell’auto si accorge però di quanto sta accadendo e scende in strada ovviamente alterato per protestare, ma viene accolto da insulti e schiaffi, che lo costringeranno a ricevere delle cure presso il pronto soccorso della zona.
 I marines, due giovani californiani e uno originario della Louisiana, sono ad oggi ancora sotto processo per lesioni e danneggiamento, ma la giustizia che il signor Tamponi ha richiesto in tutti questi anni ancora non è stata fatta. Il residente di Olbia pretende infatti una risposta dai responsabili dell’atto di vandalismo oppure dallo stesso governo Usa.
 

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