
L’islam ottima scusa per la censura
Voleva arrivare in Germania, ospite d’onore di una proiezione del film anti-Islam all’origine di violente manifestazioni nei Paesi musulmani organizzata da un piccolo gruppo di estrema destra, ma le autorità tedesche gli hanno vietato l’ingresso nel paese: Terry Jones, pastore fondamentalista americano, noto per aver bruciato alcune copie del Corano nell’aprile 2011, si è visto così rifiutare il visto d’ingresso dal ministero degli interni di Berlino.
L’arrivo di Terry Jones “sarebbe in contrasto con il mantenimento dell’ordine pubblico”, ha spiegato un portavoce del ministero.
Il divieto arriva dopo un invito da parte del gruppo di estrema destra “Pro Deutschland”, che vuole proiettare a Berlino il film anti-islam “Innocence of Muslims” (“L’innocenza dei musulmani”).
Il fatto che il pastore Jones sia un maniaco insopportabile, portatore del delirio neocon, non significa che la censura applicata non sia liberticida e non sia destinata ad estendersi e non solo ai neonazisti tedeschi che la subiscono da sempre ma a chiunque abbia da dire qualcosa che non garba a big brother.

