
Come lo squilibrio socio-cultrurale ha squilibrato anche l’approccio mentale dei ribelli
Qualsiasi cosa si pensi della situazione ucraìna; che si stia con Putin, con Kiev o, come me, per una terza posizione che si fonda sull’et et, quello che più conta sono il delirio e l’isteria che hanno accompagnato queste giornate con tanto di anatemi e sentenze alla cieca, tagliate con l’accetta.
Personalmente ho notato come all’analisi e all’idea si sia sovrapposta una vera e propria patologia. Mi sono informato ed è la seguente.
Si chiama IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA la proiezione di idee disturbanti o idealizzanti di sé che vengono proiettate su qualcun altro per liberarsi dall’angoscia o dall’invidia espellendole nel primo caso; oppure per viverle in maniera parassitaria in un altro, nel secondo caso. Si tratta, comunque, di una condizione patologica.
Vediamo di uscirne. Mentalmente, come attitudine; a prescindere da quello che si pensi (sempre di non “essere pensati”) su quanto si svolge intorno a noi.

