Home Colored Per alcuni un sogno per altre un incubo

Per alcuni un sogno per altre un incubo

0


Braccia rubate al lavello?

Non dormo dal 9 luglio. Più precisamente, dormo male. Mi sveglio a ogni minimo rumore pensando immediatamente che la Germania ci stia invadendo, bombardando e deportando in Brasile (per ripopolarlo, dopo averlo annientato alle semifinali del Mondiale). Perché la Germania è il paese che non smette. Lo ha detto Concita De Gregorio – in un articolo sulla partita Brasile-Germania, finita 1 a 7 – ed io ci credo.
Perché non dovrei? Mica lo ha detto al bar. Lo ha detto sulle colonne de La Repubblica, il quotidiano più letto d’Italia: dove c’è la massa, c’è il luogo comune; dove c’è il luogo comune c’è il fondo di verità e siccome la verità è qualcosa di assoluto, dove c’è il fondo di verità, c’è la Verità. Mi sembra perfettamente logico.
Per questo credo a Concita: sì, i tedeschi sono il popolo che non smette. Non ha specificato cosa non smettano di fare, quindi deduco che lei – e con lei La Repubblica – intendesse dire che non smettono di muovere guerre, perseverando nella sopraffazione, il vizio atavico che li contraddistingue; la Heimat ontologica di tutti i tedeschi; la loro essenza noumenica e pure la loro manifestazione fenomenica (chiunque abbia studiato un manuale di storia sa bene che gli unici ad aver dichiarato guerre e commesso genocidi sono stati loro, i crucchi).
Sono vichinghi, guerrafondai, nazisti. Friggono banane impunemente. Hanno monopolizzato l’Unione Europea, affossato la Grecia, scansato l’Italia e, pochi giorni fa, sconfitto il Brasile in una partita di calcio che era evidentemente qualcosa di molto di più, un confronto tra popoli, anzi, come piace pensare a loro, tra razze. L’ennesimo passo imperialista, colonialista, razzista, barbaro, violento, di un paese che non smette, non si ferma, sguazza nelle carneficine.

Simonetta Sciandivasci

Nessun commento

Exit mobile version